Tre partite sono un bottino estremamente ridotto per reclamizzare ogni tipo di certezza, ma stando a quanto visto finora, Borja Valero è un calciatore estremamente importante per l’Inter e per Luciano Spalletti. Lo spagnolo non è uno da dieci gol a stagione, ma la mole di gioco che riesce a sviluppare è indispensabile per i nerazzurri: «È un giocatore che sta da tutte le parti, se lo metti nel Barcellona gioca anche lì. Tanti calciatori ricercano assist o gol perché sono le uniche cose riconosciute, ma l’importanza di Borja sta in quei settanta palloni che tocca, apparentemente inutili, ma che invece spostano la squadra avversaria e fanno trovare poi la chiave d’accesso per qualcosa di importante». 

L'INGANNO - Parole al miele quelle pronunciate dal tecnico toscano, che già a Roma cullava il desiderio di poterlo avere a propria disposizione. Aspirazione poi trasferita a Milano, dato che proprio quello dell’ex Fiorentina è stato tra i primi nomi che Spalletti ha richiesto a Walter Sabatini e Piero Ausilio, bravi nell’imbastire immediatamente la trattativa con la Fiorentina e con il calciatore. L’età non più giovanissima di Borja Valero, unita alla voglia di top player viva nell’ambiente, hanno fatto passare il tutto sottotraccia, ma è bastato pochissimo tempo per chiarire ogni dubbio. 

IL CAMBIA INTER - Borja Valero è il giocatore che più ha contribuito a cambiare l’Inter. Sia chiaro, l’importanza di uomini come Skriniar è sotto gli occhi di tutti, ma di fatto chi ha reso il gioco fluido e l’Inter più concreta è proprio l’ex Fiorentina. La paura iniziale era quella di ritrovarsi in casa un giocatore sulla via del tramonto, alla ricerca dell’ultimo ingaggio importante della propria carriera, ma il campo sta raccontando tutt’altro. Fatte le dovute proporzioni, Borja può essere per i nerazzurri ciò che Pirlo in passato è stato per la Juve: quell’elemento d’esperienza in mezzo al campo che può aiutare ogni compagno a rendere di più.