Tra Suning e Thohir i rapporti non sono di totale armonia. Questo è quanto scrive il Corriere della Sera, che svela un interessante retroscena tra le parti. Secondo il quotidiano, Zhang Jindong avrebbe voluto rilevare per circa 40 milioni di euro il 30% delle quote in possesso dell’indonesiano, che però avrebbe risposto picche, rilanciando con una richiesta da 200 milioni di euro. Decisamente troppo se si considera che il valore delle quote di Thohir è di circa 42,5 milioni di euro. Un problema in più per Suning, che a gennaio dovrà anche affrontare il tema mercato. Questo è quanto scrive il Corriere della Sera a riguardo.

"L'unica sconfitta rischia di minare le certezze dell'Inter. Doveva accadere prima o poi, ma l'aver perso il comando e essere scivolati al terzo posto della classifica apre scenari non rassicuranti. Inutile girarci attorno, il problema è la qualità della rosa. All'Inter mancano sostituti di livello a centrocampo, almeno un giocatore in grado di dare un’alternativa a Spalletti per cambiare passo alle partite. Tornare sul mercato non è una soluzione così scontata, per tre motivi: di profili utili alla causa nerazzurra non ce ne sono troppi in giro, a gennaio i prezzi sono ancora più alti che in estate e, fattore più pesante di tutti, Suning non ha intenzione di investire.
Spalletti ha chiesto «alla società di fare chiarezza e dettare le linee guida». Il direttore tecnico Walter Sabatini è rientrato la scorsa settimana da Nanchino, dove ha incontrato i vertici di Suning. I cinesi hanno rallentato gli investimenti nel calcio, sia per il Jiangsu che per l’Inter. La proprietà non si è ancora espressa pubblicamente e questo chiede Spalletti, ma è confermato che iniezioni di denaro a gennaio non ce ne saranno e la qualificazione in Champions va centrata. 

L’autofinanziamento è il nuovo mantra, l’Inter però non ha troppe pedine di scambio appetibili. Sabatini dovrà armarsi di santa pazienza e, con il direttore sportivo Ausilio, condurre un mercato creativo. Sanno cosa occorre a Spalletti e, nonostante le parole, sono coscienti dei limiti della rosa. Grandi nomi non arriveranno, perché le pedine di scambio Joao Mario e Brozovic non hanno richieste, ma l’Inter mercato lo farà e qualche aggiustamento, se pur limitato, il tecnico lo avrà. 
Per svariati motivi, Suning non sarà generoso e oggi si trincera dietro il rispetto del fair play finanziario e le linee guida del governo. Il patron Jindong Zhang è uomo vicino ai vertici politici, è stato rinominato vice presidente della Federazione cinese per il commercio e l’industria, e di certo non può discostarsi da quanto Pechino impone. 

Nella frenata di Suning c’è però di più: Erick Thohir. Seppur con un ruolo sempre più marginale, resta presidente dell’Inter. Lo si è rivisto a San Siro con l’Udinese, ma stasera non dovrebbe esserci alla cena di Natale con i 400 dipendenti nerazzurri e la squadra. Tra Suning e l’indonesiano i rapporti non sono però di totale armonia. I cinesi avrebbero voluto rilevare la sua quota per 40 milioni. Lui ha declinato, ne chiede quasi 200. 

Suning è un colosso, con una potenza economica dirompente, ma i paletti del governo impediscono di far uscire con facilità capitali dalla Cina. Anche per questo è stato piazzato un bond (il tasso al 4,8% è la prova che i mercati si fidano) da 300 milioni, per chiudere un debito dagli alti interessi e assicurare liquidità al club. Con questo scenario è difficile investire sul mercato. Spalletti dovrà reagire, per ora con le sole forze a disposizione. Poi con quello che porterà il mercato creativo di Sabatini, costretto a lavorare come un ministro senza portafoglio".