Un'Inter che rischia di finire spuntata, come la famosa pallottola dei film del compianto Leslie Nielsen: uno strano discorso da fare, ancora prima dell'inizio del campionato, alla vigilia dell'incontro di andata del playoff di Uefa Europa League, a Reykjavik contro lo Stjarnan. Gli attaccanti convocati per questo primo impegno europeo sono solo tre: Palacio è tornato malconcio dall'avventura mondiale con l'Argentina e non sarà al cento per cento prima di un mese, quindi rimangono esclusivamente gli argentini Icardi e Botta, e l'italo-argentino Osvaldo, l'ultimo acquisto.

COPERTA CORTA - Non si può dimenticare inoltre che i tre giocatori appena citati hanno avuto e hanno alcune problematiche di diverso tipo: Icardi ha saltato numerose partite della scorsa stagione a causa di un problema di pubalgia, patologia difficile da guarire completamente. Ruben Botta è un'ottima alternativa, ma non deve essere caricato di troppe responsabilità; inoltre, secondo quanto ha riportato ieri il suo agente, probabilmente andrà a fare esperienza in un club medio-piccolo, per potere giocare con continuità: le squadre indiziate sono Chievo e Torino. Osvaldo ha dimostrato già dalle amichevoli disputate di essere in forma e propositivo, ma i limiti caratteriali e di continuità inducono a non fidarsi troppo.

SERVONO DUE INNESTI - Visto e considerato che l'Inter in questa stagione dovrà disputare, a meno di spiacevoli sorprese, tre competizioni, urge l'innesto di un uomo là davanti, se non di due: il candidato principale rimane Jonathan Biabiany del Parma, che non è una punta vera e propria ma potrebbe consentire a Mazzarri di aggiungere una freccia offensiva al suo arco, soprattutto dal punto di vista degli assist. Il Parma vorrebbe tenere il francese, ma di fronte ad un'offerta nerazzurra, che magari includa Ezequiel Schelotto come contropartita tecnica gradita a Donadoni, lascerebbe partire il giocatore, voglioso di riscattarsi dopo l'amara esperienza milanese di qualche anno fa. 

NOMI COMPLICATI - Gli altri nomi, Cerci in primis, sono più difficili: per il romano è forte la concorrenza di Milan e Atletico Madrid; Ayew del Marsiglia non convince appieno Mazzarri e Thohir, Lavezzi costa troppo, il Chicharito Hernandez potrebbe alla fine rimanere a Manchester con Van Gaal ma è un nome papabile fino all'ultimo. Il tempo per trovare altri indiziati comincia a scarseggiare: Mazzarri rischia dunque di trovarsi nella stessa situazione di Stramaccioni, e molto prima di quanto capitò al tecnico romano. Due giocatori offensivi sarebbero ben accetti, uno è d'obbligo, anche perchè sia Hernanes che Kovacic servono in mezzo al campo.