Alla vigilia della sfida contro il Pordenone, il tecnico dell’Inter, Luciano Spalletti, presenta la sfida con la consueta conferenza stampa di Appiano Gentile.

Risposte ai tifosi si Facebook - "La gara contro la Juve non mi ha dato niente di nuovo, ha solo consolidato le certezze che ormai abbiamo, come quei punti su cui dobbiamo lavorare per migliorarli, dato che abbiamo ancora margini di miglioramento. Dunque contro la Juve abbiamo visto entrambe le cose, le nostre qualità e i nostri difetti. Il Pordenone? Venendo ad Appiano non ho trovato i cartelli di pericolo neve, ma di “Pericolo Pordenone”. Conosco il loro allenatore e guardando la partita contro il Cagliari ci si può rendere conto che per 35' del primo tempo i sardi non sono riusciti a metter mano alla gara. La storia del calcio è piena di clamorose eliminazioni, loro si presenteranno qui con una grande motivazione. Nuove idee tattiche da provare? Se fai giocare uno come Karamoh che esce da piccoli spazi con qualità e velocità, diventa facile andare a trovare superiorità. Ma ci vuole equilibrio in tutte le zone di campo. Se mi sarebbe piaciuto giocare la partita a Pordenone? Si, perché io sono abituato a quel tipo di calcio, vengo da quei poti lì dove si vive tutta la passione. Pinamonti? Potrebbe esserci spazio per lui”.

Quanto è importante per l'Inter la Coppa Italia?
“Tutto ciò che ci passa davanti è importante. Parlando ai calciatori di questa partita ho avuto tante cose da dire. Non sono curioso di vedere cosa faranno, devo solo controllare alcune certezze perché fare una brutta partita potrebbe anche significare togliere qualcosa al nostro futuro. Voglio vederli vogliosi di metterci qualcosa in più”.

È una gara da prendere con attenzione?
“È una gara tra serpenti. Queste partite vanno prese con intelligenza perché loro verranno qui con una grande motivazione. Io ci ho passato una intera vita professionale in quelle categorie e so da cosa sono spinte quelle squadre. Io ho visto questo tipo di partite anche da altre prospettive. Domani giocheranno i calciatori che hanno giocato meno, ma la loro somma alla fine della gara dovrà essere ciò che serve all'Inter altrimenti potrebbero crearci problemi per il futuro”. 

Si aspetta che qualcuno la metterà in difficoltà?
“Si, quello me lo aspetto. Mi aspetto che qualche giocatore voglia farmi vedere che ho sbagliato qualche scelta”. 

Chi giocherà?
“Dalbert, Cancelo, Karamoh, Ranocchia, Eder e Padelli giocheranno sicuramente, poi devo ancora penare un paio di cose”

Il post di ieri?
“È per evidenziare che alcuni non danno il giusto merito a questi calciatori. Sentirmi sempre dire che dipende dai pali... Sono pieno di amici che sono tifosi di altre squadre, anche del Milan, Fiorentina, Roma, Juventus e ogni tanto ti mandano di tutto. A Napoli dicono “Chi vo o male mio, o suoie sta addret a porta”. 

Il campionato giocato finora ti sazia e ti nutre?
“L'ho detto anche prima, la partita contro la Juve non mi ha dato niente di nuovo. Dobbiamo ancora trovare la soluzione per quelle cose dove non siamo a livello delle altre”. 

Sei stato un po' critico dopo la partita di Torino, hai cambiato idea dopo due giorni?
“Dopo la partita ho detto quello che dico adesso, che non siamo stati perfetti. C'è qualcosa che si può andare a migliorare e di questo dobbiamo essere contenti perché significa che possiamo andare ancora più in là”. 

Può spiegarci meglio perché dice che non riconoscono i giusti meriti all'Inter?
“L'accostamento con Mourinho mi mette in imbarazzo, mi costringe a sottolineare la distanza tra me che sono qui da due giorni e chi ha fatto la storia dell'Inter. Io devo difendere il lavoro della squadra perché funziona così, devono sentire che io sono dalla loro parte perché lavorano con serietà“.

Dove può arrivare l'Inter?
“Dipende anche da quello che fanno gli altri, ma io sono convinto che a fine campionato non ci sarà da mettere nulla in discussione e sapremo precisamente dove mettere le mani. In questo massimo ci sono delle cose ancora inespresse, per questo sono fiducioso di andare avanti facendo un campionato di confronto con tutte le grandi squadre”. 

Cosa si aspetta da Dalbert e Karamoh?
“Karamoh ha strappi e vampate di tecnica nello stretto e sul lungo. Dalbert lo vedo più tranquillo e sicuro, ha più conoscenza del ruolo per come va interpretato in una squadra con equilibrio. Voglio vedere queste cose che già conosco”.

Ritiene che Cancelo possa giocare anche da esterno basso?
“Con lo spazio davanti è più bravo, ma può partire anche con le spalle girate. Domani lo faccio partire davanti al terzino”. 

Ha detto che l'Inter a Napoli e a Torino non ha osato abbastanza, è solo un problema mentale?
“Abbiamo già abbattuto alcune barrire che avevamo di fronte, non è mai facile toglierle tutte in una sola volta. È sempre necessario un percorso che poi ti porta a trovarti in campo aperto, dove sei libero di occupare tutto lo spazio che vuoi”.