Alla vigilia della sfida di campionato contro l'Udinese, Luciano Spalletti ha presentato la partita con la consueta conferenza stampa di Appiano Gentile. 

Visto anche l'impegno in Coppa, si può dire che sono state giornate senza tregua?
"Senza tregua è uno status che abbiamo creato all'interno del gruppo, non è determinato dagli avversari”.

Si ricomincia dalla gara contro la Juventus o da quella contro il Pordenone?
"Si ricomincia da quello che siamo e da quello che abbiamo costruito. Ciò che è accaduto contro il Pordenone è stato per via della mia gestione. Quella gara non ci ha turbato e sappiamo cosa dobbiamo fare”.

Cosa è mancato contro il Pordenone?
“Avevamo parlato di quelli che erano i pericoli, penso sia sbagliato dire che i calciatori non si sono impegnati. L'Inter era più forte in ogni zona, di conseguenza il problema è stato nella gestione di questa forza che ho a disposizione. Ho scelto di far giocare tutto un reparto nuovo e molto probabilmente li ho messi in difficoltà. Tutto questo ha determinato che non tutti si esprimessero al meglio”.

Come stanno gli acciaccati?
“Lavoriamo per giocare tre partite a settimana, non ci lamentiamo di questo triplice impegno altrimenti ci sarebbe qualcosa che non va nel nostro lavoro. Sono tutti pronti per giocare”. 

La gara contro il Pordenone ti suggerisce riflessioni in vista di gennaio?
“Torno a ripetere che la differenza è stata fatta dalle mie scelte. Ho cambiato 8/11 della squadra e non è andata bene. Per quanto riguarda il mercato, credo che secondo me bisogni fare attenzione. Fin quando il presidente non farà chiarezza su come agire in questo mercato dovremo fare un po' di silenzio per non creare aspettative e sfiducia come accaduto in estate, quando avevamo fatto dei nomi. Quello non farebbe bene ai tifosi dell'Inter né all'Inter. Se mi chiedete due o tre nomi io ve li faccio, vorrei Sergio Ramos, Iniesta e Sanchez”. 

Chi voterebbe come presidente federale?
"Da parte mia sarebbe facile dire Tommasi perché conosco la sua cultura, la forza e l'equilibrio. Per me deve essere lui”.

Manca qualche giocatore dai tanti gol? Ci si può inventare qualcosa?
“Bisogna stare attenti perché se forzo la mano più avanti potrei perdere equilibrio dietro. Dietro le punte a noi serve un tuttocampista. Poi è vero, lei ha centrato cosa può darci qualcosa di più, ma io sono partito così e se la società vuole arrivo in fondo così”

Qualche critica ai tuoi l'hai fatta per la gara contro il Pordenone?
“Le distanze non erano corrette e in questi casi tutti vengono agevolati tecnicamente e nel secondo tempo abbiamo sbagliato qualche gol che avremmo dovuto fare”.

L'Inter può fare a meno di Borja Valero?
"Borja Valero incolla la squadra, puoi metterlo da tutte le parti. Lui con le dovute proporzioni, sa fare tutto. Anche quando va sui contrasti ci va con forza e poi vede prima con la testa e poi con gli occhi”.

Cosa può aggiungere chiudere al primo posto il girone di andata?
“Dobbiamo tirare il più a lungo possibile perché il gruppetto di testa è in piedi sui pedali, è stato un girone in volata e bisogna andare avanti. Il "senza tregua" ci deve ancora trainare. Vogliamo chiudere con più punti possibile in questo girone di andata e non vogliamo farci trascinare in tranelli. Questa contro l'Udinese e quella contro il Sassuolo saranno partite decisive”

Ha detto qualcosa a Karamoh e Pinamonti?
“Gli si dice che sono stati bravi perché non devono perdere per strada le loro qualità tecniche e morali. Qualche gol si può sbagliare, ma non devono perdere di vista i propri obiettivi”.

Che idea ti sei fatto sulla rosa dell'Udinese?
“Pozzo va a scegliersi giocatori sconosciuti in giro per il mondo che poi esplodono e diventano internazionali. Questi giocatori hanno tutti delle potenzialità”.

Tra Chiesa, Barella e Berardi c'è qualcuno che preferisce?
“Tra chiesa e Berardi preferisco Candreva. Anche Barella è forte, ma ne abbiamo di più forti”.