Intervistato ai microfoni di Premium, Luciano Spalletti parla dell'Inter e spiega come già da tempo ad Appiano Gentile stiano pensando alla gara contro la Fiorentina. 

“La partita contro la Fiorentina? È da San Silvestro che pensiamo questa partita, anche perché quest’anno il calendario è stato pensato in modo da riempire ogni spazio e io penso che sia giusto così. Nelle feste più belle dell’anno è giusto infilarci lo spettacolo più bello, che solo il calcio sa regalare. Se penso ai punti che ho fatto l’anno scorso e quelli fatti quest’anno sono gli stessi, ma io devo ambire a fare di più e per questo non sono mai contento del mio lavoro. L’Inter è qualcosa di emozionante, che ti crea una passione vera. Basta guardare dentro la sua storia. Dobbiamo lavorare in maniera da sentirci dentro l’Inter”.

Come valuta questo girone d'andata?
“Io guardo soprattutto i miei di risultati oltre a quelli della squadra. Nel senso che vedo se sono riuscito a tirare fuori il massimo da tutto ciò che ho disposizione. Vedo buoni numeri ma non abbiamo ancora ottimizzato tutte le risorse dei miei calciatori quindi in questa seconda parte di stagione dobbiamo darci una mossa

Cosa si è inceppato nella macchina Inter?
“Vedo che si vuole circoscrivere il problema in un quadro di natura psicologica ma io starei molto più leggero perché se si va a toccare tasti simili poi ci vogliono specialisti del settore e il nostro psicologo di fiducia per il gol si chiama Mauro Icardi, domani gli chiederò di parlare alla squadra per dieci minuti"

Regali dal mercato?
“Non mi aspetto niente e non mi incatenerò ai cancelli della Pinetina se non dovesse arrivare nessuno. Ho una squadra forte e dei direttori forti, se dovesse arrivare la possibilità di concludere operazioni vantaggiose loro sono i Bruce e i Bono del mercato perché le suonano e le cantano a tutti. Per quello che abbiamo fatto vedere in queste partite abbiamo le soluzioni per tutto, poi se accadono cose straordinarie dobbiamo sistemarci a livello numerico. Dopo il mercato troveremo ombre interiste ovunque. 

Timore che parta qualcuno?
“Il discorso è un altro, si dice questo vuole andar via, quello ha giocato poco, l’altro è scontento. Ma quando abbiamo giocatori sotto contratto siamo noi che dobbiamo decidere, non i procuratori. Agiremo secondo le necessità dell’Inter. 

Suning è una proprietà ambiziosa?
“Si vede che hanno a cuore le sorti della società. Si potrebbe facilmente dire che è una proprietà che continua la storia dei grandi presidenti dell’Inter perché hanno potenzialità e amore verso questi colori. Steven vive qui proprio per contribuire a migliorare ciò che riguarda l’Inter. 

L'obiettivo del 2018?
“Quello di vedere sempre 65.000 spettatori allo stadio e se lavoreremo bene anche 80.000. Vittorie? Il numero delle persone allo stadio dirà cosa saremo riusciti a fare”. 


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