Proprio come in Israele, l’approccio dell’Inter è quello giusto anche stasera. Gli uomini di Pioli iniziano il match con il piede a tavoletta sull’acceleratore. Pressing indemoniato, Fiorentina confusa e schiacciata nelle propria metà campo. Dalle tribune, Jindong Zhang e Erick Thohir assistono soddisfatti allo spettacolo. Brozovic, Candreva, Icardi, è 3-0 e Fiorentina al tappeto, ma con i nerazzurri non si può mai chiudere la pratica in anticipo, neanche quando ci sono tre gol di vantaggio. Ad accorciare le distanze, prima che l’arbitro fischi la fine del primo tempo, è Nikola Kalinic, imbeccato da un assist perfetto di Badelj. É da questo momento che inizia un’altra partita. 

UN PROBLEMA DI NERVI - E dire che la Fiorentina continuava a farsi male da sola, con Gonzalo Rodriguez ingenuo nello stendere Icardi involato a rete. Viola in dieci e in svantaggio di due gol, la logica lascia pensare che gli uomini di Sousa non avranno scampo, ma non sarà così. Il gol subito dai nerazzurri pesa come un macigno sulle gambe dei calciatori in campo, che si schiacciano e iniziano a giocare con sempre meno sicurezze. Riecco improvvisamente i fantasmi. É un problema di nervi, è fin troppo evidente: basta un gol a cambiare la storia, a rendere tutti meno tranquilli. Era successo contro l’Hapoel Be’er Sheva, si è ripetuto contro la Fiorentina: ottimo l’approccio, pessima l’interpretazione a gara in corso. 

PIOLI NON PERFETTO - Non ottimale l’interpretazione di Pioli, che lascia in campo Ever Banega ormai sulle gambe da troppo tempo. Ma soprattutto sostituisce Kondogbia, fino a quel momento autore di una prova più che sufficiente. L’uscita del francese squilibra gli assetti del centrocampo e mette la squadra in seria difficoltà. Complice un Joao Mario (entrato al suo posto) eccessivamente anarchico. Pioli richiama a gran voce il portoghese dalla panchina, ma senza ricevere in cambio grossi risultati. Venerdì arriva la trasferta di Napoli, probabilmente gara ancora più delicata rispetto a quella contro i viola. L’Inter può riagganciare il treno Champions vincendo gli scontri diretti, ma Pioli dovrà lavorare soprattutto sui nervi dei suoi giocatori.