I soldi non bastano. Purtroppo? No, per fortuna. Le proprietà arabe di Manchester City e PSG dimostrano che per vincere in Europa serve altro: tempo, ma soprattutto programmazione e organizzazione societaria. Lo stesso discorso vale per l'Inter: Suning ha una potenza economica impressionante, però sta ancora studiando come avere successo anche nel calcio. Non a caso in settimana Steven Zhang, figlio del patron del colosso cinese, ha chiesto "Pazienza e fiducia ai tifosi" promettendo di "fare del nostro meglio passo dopo passo, investendo in strategie a lungo termine nei prossimi 5-10 anni". 

CALCIOMERCATO - Il problema è che nel mondo del calcio sguazzano dei personaggi avidi di denaro: i soldi della Cina fanno gola a molti e sono un richiamo irresistibile, come il sangue per gli squali. A questo punto, la domanda sorge spontanea: è giusto o sbagliato fare affari con i fondi o i soliti noti super-agenti? Bisogna prendere una decisione definitiva in tal senso e seguirla sempre con coerenza oppure valutare la situazione caso per caso? La riposta non è facile, né scontata. Perché oggi quasi tutti i tifosi e gli addetti ai lavori giudicano eccessivi gli oltre 70 milioni di euro investiti su Joao Mario e Gabigol per 'colpa' di Kia, ma gli stessi critici come reagirebbero se (tanto per fare un esempio non a caso) Jorge Mendes offrisse un certo Di Maria? La palla passa al club: ricchi sì, scemi no. 

@CriGiudici