Nel giorno del decimo anniversario del ritorno in Serie A, la Juventus ha indetto il J1897 DAY, uno spazio aperto ai Member per fare domande a tutta la dirigenza, schierata sul palco e pronta a rispondere.
 
AGNELLI - "Oggi sono sette anni dalla mia presidenza. Criticare la Juventus mi sembra riduttivo. Dobbiamo guardare prima noi stessi, poi gli altri. Le critiche sui fatturati? Ricordiamoci che fatturato aveva la Juve nel 2010 e quale fatturato avevano le squadre che oggi ci criticano. Per quanto riguarda l'attuale Serie A, oggi si è un po' modificato lo scenario; abbiamo un grande imprenditore come Pallotta alla Roma, ci sono Suning all'Inter e Li al Milan. L'Italia deve essere competitiva in tutte le sue sfaccettature; un grande risultato è sicuramente avere quattro squadre in Champions dalla prossima stagione. Sta alla responsabilità delle singole squadre fare bene in Champions ed Europa League. L'anno scorso Bayern-Juve è stata la seconda partita più vista dopo la finale di Champions. Avere una Lega commissariata è una grande opportunità per noi, perché un occhio fresco può porre delle basi nuove per una crescita. Serve una nuova distribuzione per la vendita dei diritti tv per il triennio 18/21. Dobbiamo accorciare il livello dalle leghe che ci precedono; Liga, Bundesliga e Premier. L'Italia deve ambire a ritornare ai vertici del calcio mondiale. La Juventus continuerà a fare il suo percorso individuale cercando di aiutare la Lega ad essere competitiva".
 
AGNELLI -  "Come far convivere le due anime, passionale e manageriale? La passione è l'elemento fondamentale, sia per il tifoso, sia per il manager. Va poi applicato anche il rigore, devono coesistere questi due aspetti. Poi chi lavora con me lo sa, due ore prima o dopo la partita a me non si rivolge la parola".
 
MAROTTA -  "Il segreto dello spirito Juve? Faccio i complimenti intanto per la gestione di ogni cosa a Nedved e Paratici, gli artefici delle grandi vittorie, vicini anche ad Allegri, altro protagonista dei successi. Nostri parametri di mercato sono: il valore, quindi età costo e qualità; poi la persona. Questo non succede spesso nel calcio perchè i tempi sono stretti, ma succede nell'ambito lavorativo. E noi cerchiamo di identificare profili che seguano questa direzione: non solo essere un talento oggi, ma soprattutto un campione domani. Due esempi sono Dybala e Dani Alves, uno in futuro, l'altro per il presente. Sempre umiltà, cultura del lavoro e spirito vincente".
 
Economicamente quanto è distante la Juve dagli altri?
MAZZIA, CEO - "Ci stiamo avvicinando al meglio. Siamo al primo posto per ricavi in Europa, ma dobbiamo competere con club che hanno di base una potenza economica superiore e non vivono la crisi italiana. In Italia guadagnamo circa 1 miliardo, mentre in Inghilterra 3.5, e mentre parliamo abbiamo una lega commissariata. Poi ci sono le due spagnole che vivono una situazione protetta. E per ultimo il Bayern. In giugno lavoreremo a un nuovo piano di sviluppo per incrementare sempre più".
 
RICCI - "Differenze nei fatturati con Europa? Si cresce solo continuando come ora, il gap si sta riducendo, ma solo l'aggressività satta fino a ora ci può aiutare. Gli altri club non hanno subito ciò che abbiamo subito noi nel 2006, quindi stiamo andando bene".
 
VIGATO - "Logo? Ogni agenzia in gara ci ha proposto un'immagine totalmente nuova. E' un processo di crescita nel rispetto di ciò ce c'era prima, ma con la voglia di guardare al futuro".
 
MAROTTA - "Io e Andrea (Agnelli) teniamo molto alla questione giovani: noi abbiamo dovere educativo nei confronti dei circa 400 bambini che le famiglie ci portano, perchè loro sono gli uomini del futuro. Il secondo obiettivo è quello di sfogare talenti e campioni, e il nostro settore giovanile ha un ottimo palmares. Anche lì c'è l'obbligo di vincere il più possibile, per formarne la mentalità, per portarli poi con noi. E' difficile questo processo: più è alto il livello della Prima Squadra, più il salto è complicato. Solo 4 in 15 anni hanno scavalcato la barriera. Quando i giocatori vanno in prestito, anche se sono promettenti, tornano diversi perchè perdono la mentalità data qui. L'auspicio è che la Lega capisca la necessià delle seconde squadre".
 
VIGATO - "Anche l'anno scorso di chiedeste di migliorare il prodotto JTV. Credo avete potuto toccare con mano quanto sia migliorato il canale. Abbiamo 40mila digitali attivi in sette-otto lingue; abbiamo progetti specifici su mercati asiatici come la Cina; penso a Juventus Pass, web Tv per gli utenti all'estero, la miglior web Tv al mondo in questo ,momento, con i tifosi della Juve che possono vedere tutte le partite della Juve, addirittura come se avessero una regia in casa. I nuovi progetti daranno la possibilità alle persone che vivono nei paesi lontani di abbattere le distanze tra di loro. Stiamo lavorando alla possibilità ai tifosi lontani anche di venire di più allo Stadium. Il calendario della Serie A è spezzettato ed andremo incontro a queste persone sia con l'organizzazione del viaggio con tanto di accoglienza così come a riservare i posti per coloro che vivono lontano". 
 
MAZZIA - "Stiamo discutendo con il Comune per il potenziamento dei mezzi pubblici. Abbiamo calcolato che il J Village creerà un flusso di almeno 1000 persone e la città di Torino si è mostrata disponibile ad amplificare i servizi pubblici. Per quanto riguarda il giorno gara, al momento sappiamo che sono efficienti i mezzi pubblici. Ho però fatto presente che Juventus".
 
MAROTTA - "Se è prevista una squadra femminile? Sì, vogliamo farla. Anche per le tantissime richieste che ci arrivano ogni anno da bambine e ragazzine. Poi anche dalla FIGC, che vuole sviluppare questo fenomeno. Oggi, stagione 16/17 abbiamo tre squadre di bambine che si allenano ad Orbazzano. A partire dall'anno prossimo avremo la prima classe superiore mista di tesserati bambini e bambine. Questo ci inorgoglisce anche come genitori. Presto, per continuare questa crescita, le bambine avranno bisogno di una prima squadra".
 
AGNELLI -  "Vincere così tanto? Mi è stato fatto notare quante volte io abbia ripetuto quel verbo nel discorso inaugurale dello Stadium, è quello che vogliamo continuare a fare da qui in poi. Quel giorno del 2010 l'obiettivo era vincere. Vincere nello sport è fantastico, perché ogni anno riporta tutto a zero. Per me, quello che è importante, è che il primo luglio chiunque lavori nella Juventus deve pensare di poter vincere tutto. La Juventus esiste per vincere".