Andrea Agnelli si conferma sempre più il degno presidente della Juve e non soltanto perchè, in due anni, ha rivoluzionato squadra e società, vincendo lo scudetto e riportando il club in Champions League.

La mossa del "30 sul campo", il motto che campeggerà sulle nuove maglie dei campioni d'Italia, sotto lo storico stemma societario, da un lato consente al Figlio di Umberto di rafforzare l'orgoglio bianconero. Dall'altro, tiene sotto pressione la Figc sul cui palazzo pende la causa di risarcimento danni per 444 milioni di euro, causa Calciopoli.

Conquistato il tricolore, Agnelli si era ritrovato in un passaggio molto stretto dopo avere annunciato che sulle maglie dei neocampioni d'Italia sarebbe stata cucita la terza stella. Affermazione che aveva galvanizzato i milioni di tifosi bianconeri ed era stata autorevolmente sostenuta da Pavel Nedved ("In caso di scudetto metteremo la terza stella al 100%") e da Beppe Marotta ("Metteremo la terza stella sulla maglia").

In quelle ore di euforia, Alessandro Del Piero forse non l'immaginava, ma stava confezionando l'ultimo, grande gol per la Juve. Una prodezza che non  figurerà mai nelle statistiche di un fuoriclasse inimitabile e, tuttavia, ancora una volta, ne sottolnea la statura morale. Alex dixit: "Gli scudetti che sentiamo nel cuore sono 30, non 28, perchè 30 li abbiamo vinti sul campo. Ma apparteniamo ad un sistema di regole e dobbiamo rispettarle".

Parole sagge, delle quali, evidentemente, Andrea Agnelli ha tenuto conto, forte della sponda di Gianni Petrucci. "Ho molta stima del presidente della Juve - aveva annotato il presidente del Coni - Alla fine conta ciò che sarà fatto e so benissimo che non creerà problemi con quelle che sono le regole del calcio".

Così Agnelli ha tutelato l'orgoglio della sua gente e, contemporaneamente, ha messo la Figc con le spalle al muro. Abete e gli stessi federali continuano a sudare freddo sia per la causa da 444 milioni sia per la deposizione di Tavaroli al processo agli spioni Telecom, che ha pesantemente tirato in ballo Moratti circa l'Operazione Ladroni e verrà acquisita dagli avvocati bianconeri.

Un capolavoro di pragmatismo che premia la caparbietà del Numero Uno Juve. E, ancora una volta, evidenzia le lacune di una Figc che, nel luglio 2011, si è cacciata in un vicolo cieco decidendo di non decidere sul reclamo bianconero contro lo scudetto assegnato all'Inter a tavolino nel 2006 da Guido Rossi.

Mai sottovalutare il ruggito di un Agnelli.

Xavier Jacobelli

Direttore Editoriale www.calciomercato.com