Nulla di buono all’orizzonte. Non perchè la Juventus abbia soltanto pareggiato, contro l’Inter, una  gara che sarebbe stata tenuta a vincere ma soprattutto per le parole pronunciate da Allegri alla fine del match. Una frase, in particolare, mi è sembrata destabilizzante e quanto mai inopportuna. A precisa domanda sulla scelta di aver relegato Dybala in panchina il tecnico bianconero ha risposto così in maniera diretta e anche un poco seccata: coloro i quali non corrono non possono giocare.

Francamente ho l’impressione che Allegri stia un poco esagerando con la difesa delle sue, seppur legittime, convinzioni radicali e anche perdendo il senso della misura. Io mi chiedo e vi chiedo se mai a qualcuno fosse venuta in mente la curiosa idea di pretendere da Mennea di correre la maratone e anche di vincerla. L’avrebbero ricoverato ai pazzi. Lo stesso vale per Dybala il quale negli ultimi due mesi è stato costretto a scendere in campo e a macinare cinquanta chilometri a partita pretendendo poi che si facesse trovare lucido sotto la porta avversaria e facesse gol. Di qui la depressione del campione argentino e il suo conseguente  calo di energie fisiche e mentali.

Tra i compiti del buon allenatore uno dei principali è  certamente quello di capire e di aiutare ciascuno dei suoi giocatori facendo in modo che tutti diano il massimo per ciò che sono in grado di fare per vocazione naturale. Allegri da Dybala non soltanto pretende che il giocatore snaturi se stesso e mortifichi il suo talento in un lavoro che non gli compete, ma addirittura lo colpevolizza per ciò che non fa perché non può e non deve fare. Rammento quando Trapattoni chiese a Platini di fumare un po’ meno e di correre un po’ di più. Il francese gli rispose che a correre ci pensava Bonini. La “grana” si risolse con una sana e reciproca risata.

Qui la vedo molto più complicata. Credendo nei corsi e ricorsi storici vichiani, non vorrei che si stesse replicando ai danni della Juventus e del suo campione argentino ciò che accadde negli anni settanta allorchè un allenatore di “ferro” a nome Heriberto Herrera costrinse il grande Omar Sivori a divorziare dal suo grande amore professionale per trasferirsi a Napoli dove nessuno gli avrebbe chiesto di cantare e di portare la croce. Certo è che il Barcellona attende con con ansia  e che Allegri sembra voler far di tutto per spingere Dybala in quella direzione. La Juventus, a differenza di ciò che accettò da Heriberto Herrera, dovrebbe impedirglielo.