Napoli solo al comando. Mentre l’Inter aggancia la Juventus al 2° posto. Si va alla sosta con questo verdetto. 

Il campionato ce lo giocheremo quindi con partenopei e nerazzurri? Molto probabile. 

Una certezza però ce l’ho: il principale avversario nella corsa alla conquista del 7° tricolore di fila sarà l’ermafrodita VAR. Lo stalker con entrambi i sessi (il Var, la Var) impegnato nel cercare di far perdere l’ennesimo scudetto alla Juve. Finora in Serie A nessuno è stato preso di mira come la Juve, forse solo i nostri cugini granata.

In 7 giornate di torneo, l’ermafrodita ha stalkerato Madama in ben 4 occasioni: nelle prime 3 gli è andata male, alla quarta ha colpito duro. Da un possibile 3-1, la Juve è uscita da Bergamo con un 2-2 che ha lanciato solitario il Napoli in testa alla classifica, proprio grazie al VAR

Ai bianconeri l’ermafrodita ha tolto un gol regolare (quello che avrebbe sigillato il risultato) e concesso ai napoletani il rigore che ha chiuso la gara col Cagliari. Inoltre, sempre quella maledetta notte in Orobia, non si è attivato su una doppia cintura ai danni di Higuain, non si è accorto del fallo inesistente sul Papu Gomez (a proposito, come sta il labbro Papu? Ha ancora la bua?) dal quale è poi scaturito il primo gol atalantino, e stata muto sull’area di rigore bergamasca affollata da maglie neroblù mentre Dybala calciava il penalty.  

Chiarisco: il pareggio con l’Atalanta è maturato soprattutto per errori dei singoli (Buffon, Dybala) e una gestione sbagliata della gara da parte della squadra, le nostre responsabilità sono evidenti. Però la video-creatura di Tavecchio c’ha messo lo zampino e impedito alla squadra di Allegri di portare a casa i 3 punti. Tavecchio come il dottor Frankenstein: ha creato il mostro perfetto.

Perché è inutile girarci attorno, le cose vanno dette per quelle che sono: Tavecchio non ha attuato nessuna delle riforme promesse, e allora – per tenersi buoni i suoi tanti sostenitori (ahimè, l’ha votato pure Agnelli e ancora non me ne capacito) – senza nemmeno passare da un preventivo collaudo, ha introdotto il /la VAR. Lo strumento in grado, secondo molti, di cancellare gli errori arbitrali e stoppare i favoritismi. Tradotto più banalmente: impedire alla Juve di rivincersi un altro campionato. Perché, lo sappiamo, quelli storicamente favoriti dagli arbitri saremmo noi. Eppoi,  vorrà mica rivincere un altro campionato ancora la Juventus?! Basta! 

Quindi, andiamo di VAR e facciamo in modo di cambiare aria in Serie A. Mi ritorna in mente un altro presidente federale di tanti anni fa che, al telefono, diceva ai designatori arbitrali: “Mi raccomando, glielo dica a Rodomonti, che non aiuti la Juventus, per carità di Dio, eh?”. Diciassette anni dopo quella telefonata, i desiderata in via Allegri sembrano essere gli stessi, anche se dell’attuale presidente in carica non esistono intercettazioni che possano farci pensare questo. 
C’è però agli atti una sua dichiarazione, alquanto sibillina: “Il calcio milanese non può essere assente dal palcoscenico della serie A  dove, con tutto il rispetto per gli altri, ha una superiorità organizzativa e di cultura della vittoria”. E allora, vogliamo dargliela una mano? O magari una VAR? 

E’ forse solo un cattivo pensiero che mi ronza nella testa dall’inizio di questa stagione, però – dopo 7 giornate – mi si è rafforzato: perché quando gioca la squadra per la quale tifa il presidente FIGC, l’ermafrodita o è del tutto assente (ultimo caso a Benevento: il gol annullato a Iemmello) oppure entra in gioco solo per concederle qualcosa (vedi Bologna)? Lo ripeto, forse sono solo io che penso male, però il dubbio ti viene. Soprattutto quando a Milano o a Napoli vedi opinionisti, addetti ai lavori e tifosi celebrare in modo sperticato l’ermafrodita e puntare il dito accusatorio contro gli juventini che ne contestano il modo in cui viene utilizzato: “Le polemiche le fanno solo loro perché non la vogliono”. Non è vero che non la vogliamo, desidereremmo venisse usata con buonsenso e in modo equo, cose che finora non si sono viste. 

Però, a quanto pare, non abbiamo il diritto nemmeno di contestarla, Paratici docet: si è permesso, umanamente, negli spogliatoi di Bergamo di formulare contro la/il  Var  il medesimo apprezzamento fatto da Fantozzi sulla “Corazzata Potemkin” di Eizenstejn ed è stato immediatamente inibito per 2 settimane dalle sue funzioni. Chi parla male dell’ermafrodita, la paga. E se è juventino, paga doppio. 

Cornuti e mazziati, si dice a casa degli attuali capolisti che ora flirtano con l’ermafrodita. Il giorno in cui quest’ultimo dovesse “tradirli” e fargli perdere dei punti mi godrò i loro commenti. 

Ma, capiterà?