Ha giocato e pure segnato. Ora diventa sempre più difficile per i censori di Daniele Rugani trovare motivazioni valide per continuare a storcere il naso a proposito delle prestazioni del giovane difensore nella difesa della Juventus.

Una difesa “leggendaria”, d’accordo, ma ormai destinata ad affrontare un processo di lieve involuzione, non certo per questioni tecniche ma inevitabilmente anagrafiche. Chiellini è classe ’84, Barzagli ’81, Bonucci e lo stesso Benatia sono ’87. Rugani, classe ’94, rappresenta l’eccezione ma anche un’altra generazione. Allegri, con l’attenzione (a volte eccessiva?) che gli viene riconosciuta nei confronti dei debuttanti e in generale delle soluzioni innovative, ha dosato con cura l’impiego dell’ex empolese in queste due stagioni, preservandolo saggiamente dalle punture critiche che sono regolarmente arrivate dopo le sporadiche ma preventivate incertezze, dovute più alla pressione psicologica che a demeriti specifici imputabili al ragazzo. Il risultato però, a questo punto del suo percorso di crescita, è ottimo. Rugani è perfettamente funzionale alle esigenze della Juventus (leggi: può giocare da titolare) e la società ha fatto bene a non costringerlo al tradizionale iter che un tempo, nel segno del vetusto motto “mandiamolo a farsi le ossa in provincia”, prevedeva una o più stagioni in prestito per quei talenti ventenni ritenuti non ancora pronti a confrontarsi in un mondo di vecchie volpi smaliziate e marpioni di vario genere. 

Non che certe abitudini del calcio italiano siano state cancellate, perché Rugani è stato costretto a restarsene nell’angolino lasciando scorrere il tempo in attesa della maturazione “ufficiale”. Ma adesso, la pazienza pare ripagata. Anche perché l’ex empolese si è guardato bene dal polemizzare. Mai un commento fuori posto, mai un’esternazione social. E dire che il fatto di essersi fidanzato con Michela Persico, avvenente e cliccatissima giornalista Mediaset, qualche trabocchetto avrebbe potuto procurarglielo. Ma il ragazzo ha stile, senso della misura e tempismo, come quello che ha mostrato in campo, contro il Cagliari, infilando in rete una ribattuta di Storari su girata di Higuain e poi festeggiando proprio con l’argentino e il resto della squadra l’avvenimento, il primo suo gol in maglia bianconera. L’altra sera ha trovato spazio anche per la concomitante assenza di Benatia, reduce da infortunio, ma di fatto potremmo rivederlo in campo in più di un’occasione, considerando anche le pause che Allegri sta già concedendo a turni alterni ai monumenti della BBC, sopperendo quindi agli affaticamenti di Barzagli, alle saltuarie sviste di Chiellini o alle esigenze di alternanza per Bonucci. Con il suo stile elegante e pulito, la sua determinazione. Era sul mercato, doveva – secondo alcuni – andarsene per cercare più spazio e occasioni. Quinta scelta? Nella Juve che ha rinnovato e rilanciato le ambizioni di Champions, può avere senso. Finalmente Rugani è a pieno titolo un titolare aggiunto.