Summit programmato. Compreso quello di Gonzalo Higuain , l’attaccante franco-argentino forte di un contratto triennale, ma con ingaggio del tutto compatibile col budget juventino: 3,5 milioni. In questo caso i rapporti col Real Madrid e la famiglia del Pipita sono già consolidati: un anno fa Paratici trovò una bozza d’accordo col padre Jorge e il fratello-agente Nicola, poi José Mourinho disse no. Stavolta lo Special One con le valigie pronte non ha alcuna voce in capitolo e, con un anno in più di “sofferenza” sul groppone, Higuain non vede l’ora di andar via. La Juve, come per Tevez, sarebbe in pole, non foss’altro per il ritrovato appeal dei bianconeri. E come nel caso dell’ Apache , col Real c’è il “rischio” che si creino incroci di mercato: più che Andrea Pirlo, l’indiziato è Stephan Lichtsteiner . L’esterno svizzero, al pari di Vucinic, non è un intoccabile e il possibile arrivo di Carletto Ancelotti sulla panchina che fu di Mou amplifica le voci sull’interesse del Real (il tecnico lo voleva anche al Paris Saint Germain). Tra martedì e mercoledì, a meno di inattesi anticipi, Juve e Real proveranno a venirsi incontro sulla valutazione del cartellino del Pipita: 20-22 milioni l’offerta, 30 la domanda. Una bozza di contratto quadriennale a 4,5 milioni più bonus d’ingaggio accontenterebbe le pretese (5 milioni) dell’argentino. «Anagraficamente Higuain è più giovane, dunque avrebbe un valore superiore - prosegue Marotta -. Tevez ha un solo anno di contratto: ecco perché forse è questa l’operazione più facile. Di sicuro ci stiamo muovendo nel modo giusto su più giocatori». La Juve ha le idee chiarissime, pur ballando su tanti tavoli.