L’invito di Conte a smettere di parlare di “favori”, alla luce del rigore non concesso alla Juve per un fallo di Biava su Vucinic (nella stessa partita, poteva essere annullato il gol di Peluso, se fosse stato ritenuto irregolare il suo stacco di testa, ai danni di Lulic), riporta alla ribalta la stucchevole disputa sugli arbitraggi.

1) Non è obbiettivo ridurre l’analisi di una partita ai frammenti della moviola, trascurando il gioco e le occasioni, espressi in 90’.
2) E’ impossibile mettersi d’accordo su quanti siano gli episodi, fra rigori, fuorigioco e scorrettezze, considerando il punteggio di quel momento, da conteggiare.
Detto questo, piegandomi alle esigenze giornalistiche contemporanee, che rendono indispensabile proprio la moviola, accetto volentieri di offrire un contributo, scaturito dai rilievi de “La Gazzetta dello Sport”, primo quotidiano italiano in assoluto, e dalle statistiche di Massimo Fiandrino.
Limitandoci agli episodi, legati a rigori e fuorigioco, sapete qual è, in Serie A, la situazione della Juve? Una esatta parità: 5 errori arbitrali a favore, e 5 contro. A livello di scorrettezze, inoltre, potevano essere espulsi i Chiellini, Lichtsteiner e Barzagli, ma anche i Basha e i Murru (avversari).
Errori a favore.
1) Parma: rigore concesso con Lichtsteiner in fuorigioco.
2) Catania: gol di Bergessio annullato per fuorigioco inesistente.
3)Catania: gol di Vidal con Bendtner in fuorigioco.
4) Inter: gol di Vidal con Asamoah in fuorigioco.
5) Pescara: rigore non concesso al Pescara per fallo su Weiss.
Errori contro.
1) Catania: rigore non concesso per fallo su Chiellini.
2) Milan: rigore da non concedere, perché Isla non tocca la palla con la mano.
3) Cagliari: rigore non concesso per fallo su Quagliarella.
4) Cagliari: rigore non concesso per fallo su Asamoah.
5) Sampdoria: rigore non concesso per fallo su Matri.