È stato uno dei migliori calciatori della Juventus di tutta la scorsa stagione. Dopo un anno di apprendistato alle spalle di Patrice Evra, Alex Sandro era riuscito a convincere Massimiliano Allegri, che gli affidò la fascia sinistra, arata partita dopo partita dal treno brasiliano. Micidiale in attacco, più attento - rispetto ai tempi del Porto - in difesa, il brasiliano in pochi mesi aveva convinto tutti dei 26 milioni di euro spesi dalla dirigenza juventina nel 2015 per quel'esterno che sarebbe andato in scadenza di contratto dopo meno di un anno. E che, con la maglia bianconera addosso, era riuscito a raggiungere il podio del migliori nel suo ruolo a livello mondiale, insieme a Marcelo e David Alaba.

ESTATE MOVIMENTATA - Poi è arrivata la scorsa estate e le richieste milionarie dall'Inghilterra, con Manchester City e, soprattutto, Chelsea pronte a ricoprire Alex Sandro di milioni: sette, all'anno, quelli offerti dai blues, pronti a versarne invece 60 nelle casse bianconere. "Finché non ci chiede di essere ceduto, resterà con noi", la risposta costante di Beppe Marotta alle tante domande sul futuro del brasiliano. Il classe '91, che pur avrebbe apprezzato la possibilità di provare una nuova avventura in Premier League (e un ingaggio quasi triplicato rispetto ai 2,8 milioni che percepisce attualmente), non si è mai esposto in maniera diretta, restando così a Torino. Con un pensiero, quello dell'addio sfiorato, che in realtà non se ne è mai andato dalla sua mente, come testimonia anche il mancato rinnovo di contratto, annunciato più volte da Marotta nei mesi scorsi, ma mai arrivato.

AVVIO 'DISCONNESSO' - Anche per questo motivo, dall'inizio della stagione 2017/2018 Alex Sandro è sembrato un altro: distratto, impreciso, incostante. Ed è finito in panchina, molto spesso. Già sei volte in 16 giornate di campionato, con un'altra assenza dovuta a influenza. Nelle gerarchie di Allegri, ora il brasiliano non gode più del ruolo di titolarissimo e si deve giocare la maglia da titolare con Asamoah, in scadenza di contratto a giugno e, anche lui, molto vicino all'addio la scorsa estate. Spesso, inoltre, l'allenatore livornese lo ha punzecchiato in conferenza stampa, riferendosi anche a lui (oltre che a Dybala) quando disse che alcuni elementi della rosa erano "disconnessi".

ASSALTO UNITED - Ora il mercato di gennaio è alle porte e, com'era lecito attendersi, le sirene del mercato sono tornate a farsi sentire. A sognare l'ex Porto c'è sempre la Premier League, ma questa volta è il Manchester United di José Mourinho ad avere la convinzione, e i soldi, per andare sul giocatore. Che, di fronte a un'offerta ritenuta accettabile, non sarebbe trattenuto, come successo invece appena quattro mesi fa. Ma se allora le proposte arrivate erano nell'ordine dei 60 milioni di euro, risulta difficile pensare che, oggi, le cifre sarebbero le stesse. E, in più, la Juve avrebbe anche il problema di andare a cercare un sostituto in poco tempo e in una sessione dove comprare è sempre complicato. L'obiettivo è recuperare il miglior Alex Sandro e arrivare a fine stagione quando, se questi interessamenti proseguiranno, potrà anche partire. Ma non a gennaio, quando cederlo sarebbe una doppia perdita: economica e tecnica.