In attesa di goderci tutti lo spareggio per i mondiali tra Italia e Svezia (occhio Ventura, c’è un solo un obiettivo a disposizione), si può approfittare della sosta per tracciare tranquillamente insieme un primo bilancio di stagione per quello che riguarda la lotta scudetto in serie A, con la ricerca di un’antagonista vera allo strapotere bianconero in essere da ormai oltre 6 anni in Italia.

Rivelazione Lazio
La vera rivelazione di questa prima parte di campionato è sicuramente la Lazio di Simone Inzaghi. Nessuno in estate ne aveva pronosticato un avvio così importante, pieno di soddisfazioni e successi. La squadra gioca molto bene e merita a pieno titolo il posto in classifica occupato.  Sembra però difficile ipotizzare che la compagine biancoceleste possa arrivare nelle prime tre posizioni; la qualità e quantità della rosa non sembra sufficiente a sostenere il doppio impegno Campionato - Europa League a lungo termine. Arrivare quarti sarebbe giá un miracolo di Inzaghi.

Delusione Milan
È indubbio constatare invece che la formazione che più di tutte ha avuto il rendimento inferiore alle aspettative estive è il Milan, nonostante le celebrazioni del mercato. Essere praticamente fuori dalla lotta scudetto già a Novembre, nonostante i tantissimi soldi investiti, è sicuramente una grande colpa di cui dirigenza e allenatore sono pienamente responsabili, al pari anche di alcuni calciatori di spessore come Bonucci e Biglia che non hanno assolutamente spostato gli equilibri come invece gli si chiedeva e loro avevano promesso.
Sicuramente nel prosieguo della stagione la squadra rossonera farà meglio (non potrebbe esser altrimenti) ma anche solo arrivare quarti sarà davvero un’impresa. Una mission quasi impossibile.

Conferme Roma e Napoli
Roma e Napoli, le uniche antagoniste bianconere della scorsa stagione (almeno parzialmente) hanno confermato in questo avvio di torneo il loro ruolo, mantenendo inalterati però anche alcuni difetti.
La Roma ha fallito nuovamente le partite importanti (in casa contro Inter e Napoli) ovvero quelle del salto di qualità, mentre il Napoli nonostante le celebrazioni del gioco di Sarri ha dimostrato di essere sempre totalmente dipendente dalle buone prestazioni del tridente offensivo, che però si ritrova nuovamente senza alternative in rosa per via dell’infortunio recidivo dello sfortunatissimo Milik oltre che della mancata campagna estiva di rafforzamento.
Entrambe le formazioni, pur giocando un calcio esteticamente migliore rispetto ai bianconeri, sono ancora nettamente inferiori alla Juventus; quest’anno però il Gap è minore e quindi eventualmente sognare stavolta non è poi così folle.

Certezza Inter
Non gioca bene come Roma e Napoli però, la squadra che più di tutte ha migliorato la sua forza oltre che la posizione in classifica rispetto al finale della scorsa stagione è senza dubbio alcuno l’Inter.
Nonostante una campagna acquisti solo di assestamento senza grandi spese né top player, la formazione ha trovato subito una nuova identità concreta che l’ha resa quadrata e competitiva. Praticamente una certezza.
Il merito di tutto questo va sicuramente ascritto a favore di quello che ad oggi sembra essere il vero acquisto, l’unica variante rispetto al disastroso rendimento delle scorse stagioni: mister Spalletti.
Le alternative in rosa non sembrano comunque esser dello stesso spessore dei titolari ma l’assenza di fatiche europee potrebbe invitare l’ambiente neroazzurro a sognare al pari di Roma e Napoli.

Juve, lo scudetto lo puoi perdere solo tu
Se nonostante i tanti infortuni, l’avvio ad handicap di Higuain, il momento attuale ultra negativo di Dybala (e non solo per i due rigori sbagliati costati 3 punti ai bianconeri) le dolorose cessioni estive di Bonucci e Dani Alves oltre che il naturale invecchiamento di Buffon e Barzagli la Juventus è “solo” seconda ad un punto di distanza dalla vetta giocando poi (come ribadito nello scorso editoriale) male anzi malissimo ci si può domandare come la squadra di Allegri riuscirà a perdere questo campionato.
La risposta è proprio nel dubbio posto: solo una cattiva gestione della rosa, un senso di appagamento collettivo collegato ad una mancanza di motivazioni potranno portare la Vecchia Signora a fallire l’obiettivo del settimo scudetto di fila.
Sicuramente il gap verso le inseguitrici si è ridotto, ma la qualità della rosa e le alternative in panchina (che nessun’altra ha di pari portata) fanno si che non vincere lo scudetto per la Vecchia Signora sarebbe indubbiamente la certificazione di un fallimento.
Nel calcio come nella vita si può anche perdere ma se lo fai disponendo dei migliori mezzi e giocatori poi però non puoi prendertela né con la Var né con la sfortuna, ma devi ricercare i veri “colpevoli” recitando il mea culpa.
Vincere non è importante ma (con il miglior parco giocatori a disposizione per distacco) è l’unica cosa alla fine che conta davvero.

@stefanodiscreti