Dopo l'inaspettato ko di Bari, la Juventus strappa a fatica un punticino casalingo contro la Sampdoria e dopo due giornate è al penultimo posto della classifica a pari merito con altre quattro squadre. Ieri s'è visto qualcosa di buono, ma anche qualcosa di negativo, a conferma che il cantiere bianconero è ancora aperto e resterà tale ancora per qualche settimana. Dal centrocampo in su i meccanismi 'delneriani' hanno funzionato, ma in difesa c'è ancora molto da registrare. Di solito le squadre del tecnico di Aquileia prendono pochi gol. L'anno scorso, ad esempio, i doriani hanno subito un gol a partita. Quest'anno, dopo due giornate, la retroguardia della Signora ha già subito quattro gol. Un'enormità.

Gli sbandamenti difensivi visti a Bari sono stati confermati ieri all'Olimpico e fanno tremare. Motta ha ancora il mal di testa e avrà gli incubi a lungo. Cassano sulla fascia destra juventina, quella di sua competenza, ha fatto quello il bello e il cattivo tempo. Tant'è vero che Del Neri è stato costretto a riesumare Grygera nel finale. Sulla fascia opposta anche De Ceglie ha dato il suo contributo e ha confermato, per l'ennesima volta, di essere un mediocre. Non un giocatore di prima fascia. Non da Juve. Traorè è stato comprato per chiudere quella falla e i tifosi sperano di vederlo in campo il più in fretta possibile. Entrambi gli esterni hanno messo in mostra tutte le pecche in fase di copertura e Storari ha dovuto raccogliere la palla in rete per ben tre volte.

Anche Chiellini e Bonucci, stranamente, sono andati in confusione, sbagliando spesso i rilanci e perdendosi più volte Pozzi ha rischiato di fare il tris in un paio di occasioni. Il gol del 3-3, poi, è lo spot delle difficoltà difensive della Juventus. De Ceglie temporeggia anziché aggredire Marilungo che crossa indisturbato, mentre Pozzi si gode l'assenza di Bonucci e Chiellini per pareggiare ad un passo dalla linea di porta. Per non parlare della qualità, che latita. Ma questo si sapeva. Dopo la partenza di Diego, l'unico con i piedi buoni è Aquilani, che però ha giocato soltanto un quarto d'ora. Felipe Melo continua ad avere il vizio di tergiversare, lanciare a vuoto i compagni e perdere palloni pericolosissimi in fase di ripartenza. Marchisio fa quel che può, ma non può rompere il gioco e allo stesso tempo inventarlo. Almeno le fasce hanno fatto il loro lavoro. Bene Pepe e Krasic nella ripresa.

Marotta e Del Neri, a fine partita, hanno urlato a gran voce: 'Lo scudetto riguarda altri'. Una frase di circostanza per lavorare a fari spenti, senza fare proclami e senza rischiare che i giocatori si montino la testa? Una frase detta per non deludere le aspettative dei tifosi, evitare contestazioni e riconoscere la reale forza di questa squadra? E' stata detta per stimolare i giocatori a lavorare con più umiltà? Oppure è la nuda e cruda realtà? Boh. Lo sapremo presto. Di sicuro bisogna lasciar lavorare Del Neri ancora per un po'. Sperando che, una volta trovata l'amalgama e assorbiti i meglio i meccanismi delneriani, non sia troppo tardi.