Ventisette tiri totali. Ripeto: 27!!! Contro? Due. Di questi 27, ben 10 sono finiti nello specchio della porta e 8 parati miracolosamente da Brignoli. Szczesny di parate non ne ha fatta manco una, ed ha accompagnato con lo sguardo dentro la rete la punizione calciata da Ciciretti (uno dei 2 tiri effettuati dai sanniti) Possesso palla, 70% contro 30. Questa, nei numeri, è stata Juventus vs Benevento. In poche parole,un dominio assoluto bianconero, anche se le statistiche non trovano conforto nello striminzito risultato finale. Un 2-1 sofferto, pieno di errori sottoporta, qualche calo di tensione di troppo, un po’ di supponenza, poche idee, tanta sfiga.

Contro l’ultima della classe tutti noi ci immaginavamo un’altra partita e un altro punteggio, al contrario è stata un’ora abbondante di sofferenza, con tanto di ansia finale. Perché, in questo momento, la condizione fisica generale non è al massimo, e questo non permette alle gambe di muoversi sciolte e alla testa di essere lucida. Ciò nonostante, la Juve ora è 2° in classifica, ad un solo punto dalla “grande bellezza” napoletana capolista.

Uno dice: beviamoci sto bicchiere mezzo pieno e attendiamo, fiduciosi, periodi migliori. Invece, il popolo juventino – eterno scontento – rumoreggia, e va alla ricerca del colpevole. Anzi, in tanti l’hanno già individuato: è Massimiliano Allegri. Se Szczesny sistema male la barriera sulla punizione di Ciciretti, se Dybala non ne fa giusta una e calcia tutte le punizioni sulla barriera, se Alex Sandro azzecca solo un cross (quello del gol di Cuadrado, però) se la squadra non corre, non gioca bene, fatica, è sempre e soltanto colpa di Allegri.

Un’insofferenza che parte da lontano, dal giorno in cui Conte mollò il club al 2° giorno di ritiro e la società andò a prendere l’ex allenatore del Milan. Ricordiamoci l’accoglienza riservatagli a Vinovo. Un amore mai davvero sbocciato, nonostante i 3 scudetti e le 3 Coppe Italia di fila, oltre alle 2 finali di Champions (seppur perse). Gli rimproverano di non osare, di non essere in grado di dare un gioco alla squadra, di non saper sfruttare in modo adeguato le potenzialità della rosa, di snaturare i giocatori, di impiegare troppo tempo ad utilizzare i nuovi arrivati. In pratica, un disastro. O come preferisce qualcuno mutuando Tevez, un cagòn.

Non sono né il procuratore, né tantomeno l’avvocato difensore di Allegri, però mi pare che nei suoi confronti si stia esagerando. In genere gli allenatori vengono messi in discussione dopo una serie di sconfitte, con Allegri sta accadendo l’esatto contrario: vince, ma gli juventini ne chiedono l’esonero al termine di ogni prestazione della Juventus. Lo hanno fatto dopo il 2-6 ad Udine, figuriamoci dopo uno stentato successo casalingo col Benevento. E se ti permetti di difenderlo, ti danno del filo-societario o del ruffiano. Oppure si rifugiano nell’abusato, ma sempre utile all’occorrenza “tu non capisci nulla di calcio”.

Questi maestri delle tattiche sono convinti che Dybala non renda come ad inizio stagione perché Allegri non lo fa giocare da attaccante puro (ah, la posizione: Cruijff e Pelè in effetti mentre giocavano domandavano sempre dal campo al proprio allenatore se stessero giocando nella posizione giusta..)  Stesso discorso per Higuain, costretto a sacrificarsi pure lui. Gonzalo avrebbe bisogno di ricevere più palloni dagli esterni, ma l’allenatore anziché utilizzare un crossatore come Douglas preferisce non togliere mai Mandzukic perché “ ne teme la forte personalità”, manco se Mario lo minacciasse fisicamente nello spogliatoio. 

Eppoi, in tanti sono convinti che la squadra in toto non segua l’allenatore perché non lo sopporta più, e quindi ha deciso di remargli contro. Insomma, Dybala ha sbagliato volutamente 2 rigori per fare un dispetto ad Allegri, che lo sostituisce in continuazione e lo costringe a giocare lontano dalla porta.  
 
Anche a me piace il calcio spettacolo, il “futebol bailado” così come il tiki-taka guardiolesco, ed anch’io – come la maggioranza degli juventini – non feci salti di gioia quel luglio del 2014 quando lo vidi arrivare a Torino, però so essere anche molto pragmatico: giudico sulla base dei risultati, che per ora sono molto buoni. 

E’ vero, la squadra potrebbe giocare meglio, considerata la qualità della rosa, poi però penso che il Napoli stanno dando spettacolo da 2 anni ma finora hanno raccolto più elogi che trofei. 
Dopo aver vissuto esperienze traumatico con l’omone Maifredi, Ferrara, Zaccheroni e Del Neri, il presente è più che allegro. Si può e si deve migliorare, lo ammette lo stesso mister, però al momento mi godo il sorpasso sull’Inter e 2° posto (a -1) dietro la “Grande Bellezza”. E’ solo novembre…