Due giorni alla prossima partita, ma la Juventus non ha ancora smaltito l'adrenalina per la gara di Udine: 2-6 in dieci contro i friulani, vittoria ad alta tensione che ha messo in mostra pregi e difetti della squadra torinese. Ha messo a nudo soprattutto diverse vedute di pensiero all'interno dello spogliatoio: difesa troppo perforabile o vocazione offensiva, c'è chi vede il bicchiere mezzo pieno e chi quello mezzo vuoto.

L'ALLARME DI BUFFON - I campionati si vincono con le difese, o forse no: questo il tema di dibattito a distanza tra Gianluigi Buffon e Massimiliano Allegri nel post-partita della Dacia Arena. Il capitano ha lanciato l'allarme: "Prendiamo l’aspetto migliore di questa partita: la Juventus sta ritrovando il carattere e la tenacia di superare le difficoltà. Ma siamo ben consapevoli che dobbiamo migliorare. Non rinnego i miei pensieri, però: con i 6-2 i campionati non li vinci. Io troppo impegnato rispetto al passato? Sono lì per parare". Buffon preoccupato dal numero di reti incassate dalla Juve in questo avvio di stagione: 9 nelle prime 9 giornate, tre in più rispetto alla scorsa stagione. Ancor più evidente il dato in Champions League: 4 gol subiti nel girone d'andata (3 dal Barcellona, 1 dallo Sporting), mentre la scorsa edizione la squadra di Allegri aveva mantenuto inviolata la porta.

LA SVOLTA EUROPEA DI ALLEGRI - Buffon preoccupato, Allegri no. L'allenatore ha voluto dare una sorta di 'svolta europea', con la quale è pronto anche a sfidare le tradizioni della Serie A: "I campionati li vincono le difese? Magari quest'anno le cose cambiano... Quest'anno siamo una squadra più offensiva". Se i numeri confermano la tesi del portiere, anche in questo caso arrivano in soccorso del tecnico livornese: i 27 gol messi a segno finora (media perfetta di 3 a partita) sono ben dieci in più rispetto allo scorso anno, con un grande contributo del centrocampo nelle ultime uscite (in Champions 5 reti come nel 2016/17).

PIPITA E JOYA: DIPENDE DA VOI - Tutto bene? Non proprio, perché lo stesso Allegri svela una preoccupazione: "Quando bisogna far male si deve far male, altrimenti poi si rischia". Se le partite si giocano su episodi, questa caratteristica emerge ancor più prepotente quando una squadra opta per la via del gol: senza di questo il castello di carte crolla e da vittorie esaltanti come quella con l'Udinese si rischia di passare a momenti di blackout che costano punti come con Atalanta e Lazio. I pensieri vanno soprattutto a Paulo Dybala e Gonzalo Higuain, principali fonti di marcature per i bianconeri: inceppati, forse questo il termine che può definire meglio la situazione dei due argentini. La Joya non segna dal derby di Torino del 23 settembre, da lì ha collezionato solo due clamorosi (e fatali) errori dal dischetto), il Pipita invece è a secco dalla partita successiva con l'Atalanta ma dopo un prestazione opaca con i biancocelesti a Udine ha dato segnali di ripresa. Allegri aspetta con ansia loro e i loro gol, fondamentali per portare la svolta europea a un nuovo livello e reggere la vocazione offensiva della squadra: in soccorso arriva la Spal, 15 reti incassate in questo avvio di stagione, può essere l'avversario giusto per riaccendere il tango bianconero in vista del successivo impegno contro il Milan a San Siro, là dove né Dybala né Higuain riuscirono a incidere nella sconfitta del 2016. Allegri punta sulla coppia argentina: ritrovare i loro gol per spegnere i dubbi degli scettici, sovvertire dogmi della Serie A e rasserenare anche il preoccupato Buffon.

@Albri_Fede90