Era l'uomo che tutti volevano. Tranne uno. Era l'uomo che tutti aspettavano. Tranne uno. Era l'uomo dei sogni, delle speranze, il genio della lampada capace di realizzare tutti i desideri. Che poi, il desiderio di noi italiani, questa sera, era solo uno: qualificarsi al Mondiale. E invece no, Lorenzo Insigne, il numero 10 dell'Italia, la stella del Napoli capolista, è stato lasciato fuori. Non solo dall'11 iniziale, ma anche dall'intera partita, dagli interi 90 minuti. Ma Gian Piero Ventura non ci ha voluto sentire.

DE ROSSI A GRAN VOCE - Daniele De Rossi, uno dei senatori di questa italia, uno che nel 2006, a 22 anni, ha vinto un Mondiale tirando e segnando il suo rigore nella finale contro la Francia, dalla panchina ha "urlato", più che consigliato, di far entrare Insigne. Niente da fare, un urlo caduto nel vuoto, una voce, un'altra, non ascoltata dal commissario tecnico. Ventura è andato avanti per la sua strada. Che ci ha portato a sbattere contro un muro svedese. 

TUTTI TRANNE LUI - Gabbiadini titolare con Immobile. E già il ct stupisce negativamente. Poi Belotti ed El Shaarawy come primi cambi, infine l'ultima carta. Lui? L'uomo del popolo? Macché... Prima si scalda Eder, poi Bernardeschi. E sarà proprio lo juventino l'ultimo, inutile, cambio. Una follia venturiana, l'ultima di un ciclo che non ha lasciato niente. Se non tanta tristezza, mista a incredulità, negli occhi di tutti, di grandi e piccini, di un San Siro che ha risposto presente, come sempre, incitando dal primo all'ultimo minuto. Il pubblico ha risposto alla richiesta del ct, Ventura, invece, non ha ascoltato la voce popolare. E pensare che anche i bambini volevano Lorenzino in campo...