Gentile Procuratore,
sono l'ennesimo papà che scrive su questa rubrica con la speranza che il mio appello venga finalmente ascoltato da qualcuno, visto che non ha sortito alcun effetto l'aver contattato i dirigenti della società presso la quale è tesserato mio figlio. Questo è il problema: mio figlio riceve continuamente insulti (gratuiti) e derisioni dal suo allenatore. Gli ha anche affibbiato un appellativo che mi vergogno di rendere pubblico. Mi sono già rivolto a un avvocato per sporgere querela, dato che la situazione per mio figlio è diventata insostenibile. Ma non sono qui a voler parlare della vicenda sotto il profilo penale che avrà il suo normale iter. Quello che voglio assolutamente denunciare è l'atteggiamento assunto dalla dirigenza della squadra che sembra quasi voler difendere il mister facendo finta di niente. Chiedo: è normale che un allenatore insulti un calciatore minorenne senza nessuna reale motivazione? Il calcio è un mondo senza regole o mio figlio é solo stato sfortunato a incappare in questa persona dai modi a dir poco discutibili? 

Della vicenda ne ho parlato con i genitori dei compagni di squadra, i quali mi hanno consigliato di lasciare stare perché a loro avviso nello spogliatoio è normale che volino parolacce e insulti. Uno mi ha addirittura detto: "Sono cose da uomini e i ragazzi se la devono vedere da soli!". Nota finale: mio figlio ha 13 anni e non penso possa già essere ritenuto un uomo! Io sono il suo papà e ho il sacrosanto diritto e dovere di difenderlo!
Grazie. Luciano '60


Gentile Luciano,
ho letto la sua lettera due volte e, forse, il passo più sconcertante
della stessa è quello in cui lei rende noto che i genitori dei compagni di suo figlio considerino un fatto normale che nello spogliatoio "volino parolacce e insulti" e che "sono cose da uomini e i ragazzi se la devono vedere da soli". Concordo, invece, con lei che un ragazzino di 13 anni non possa essere considerato un uomo e né, pertanto, che possa essere oggetto di insulti e derisioni da parte di un adulto per di più quando questo adulto è stato investito di un ruolo non solo tecnico, ma anche educativo. L'allenatore: chi è costui? Penso che questo sia il problema reale. Sbagliano, infatti, le società che affidano giovani ragazzini nelle mani di allenatori senza scrupoli che usano le parolacce e gli insulti contro dei minori come armi "educative". Così come sbagliano in egual misura i genitori che chiudono gli occhi (e le orecchie) davanti a tali riprovevoli fatti. 

E voi gentili utenti di calciomercato.com cosa ne pensate? E' giusto che i ragazzini (minori) insultati dai loro mister se la vedono da soli perché il calcio è uno sport da uomini oppure è bene che i loro genitori corrano ai ripari anche attraverso la denuncia di tali fatti alle autorità competenti? 

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