Se parliamo di calcio, doveva vincere la Juventus. Se parliamo solo di fase difensiva, invece, allora lo 0-0 è il massimo cui l'Inter potesse ambire. Perché la squadra di Spalletti ha la migliore retroguardia del campionato e su di essa ha fondato la partita. Davanti non è esistita (nessun tiro degno di questo nome parato da Szczesny), Icardi nullo, Brozovic opacissimo al pari di Candreva. Avrei scommesso tutto su Perisic che, a sinistra, avrebbe dovuto sventrare (ne parlo in senso figurato) De Sciglio. Invece l’ex rossonero, pur nella sua modestia imbarazzante, è uscito indenne dal confronto. Ma la colpa è del croato.
   
Non so se Allegri sia stato troppo prudente nello schierare il 4-3-3 di Napoli, questa volta con Cuadrado alla destra di Higuain e Mandzukic alla sinistra. Ma sono sicuro di due cose: ha fatto bene a non puntare su Dybala (entrato nell'ultimo quarto d'ora al posto di Khedira è stato impalpabile) e ha fatto benissimo a confermare la coppia Benatia-Chiellini al centro della difesa. Può darsi che la Juve non subisca più gol (non accade da cinque partite) perché il centrocampo a tre (Khedira, Pjanic e Matuidi) la protegge maggiormente. Tuttavia la crescita del marocchino sul piano individuale è un fatto innegabile. Come è innegabile (e giusto) che Asamoah abbia ormai soppiantato  Alex Sandro nel ruolo di esterno sinistro. Dire che le difese hanno prevalso sui rispettivi reparti d'attacco è un po' puerile, ma non inesatto. In effetti, nonostante le molte occasioni bianconere, Skriniar e Miranda hanno retto all'urto quasi senza errori. E, però, non va sottaciuto che l'Inter, sulle corsie laterali, ha sofferto i cambi di gioco - in verità autentici assist - di Cuadrado per Mandzukic. La Juve non è stata monocorde, piuttosto è stata l'Inter a mostrarsi vulnerabile su quel tipo di palloni e di giocata. La differenza l'ha fatta Handanovic (9', parata su comoda conclusione di Mandzukic dall'area del portiere) e la traversa al 45' (stacco ancora di Mandzukic su D'Ambrosio e palla che, dopo il tocco sul legno, finisce alta).
   
Il mio ragionamento è il seguente: se quei palloni fossero toccati a Higuain (per il resto sonnolento e impreciso al pari di Icardi) forse la Juve avrebbe non solo sbloccato la partita, ma anche preso i tre punti. Invece, anche nel secondo tempo, la modalità è sempre stata la stessa: Cuadrado che salta l'uomo e crossa per Mandzukic. Il quale, prima, si fa sbattere la palla sullo stinco a due passi dalla porta (51'), poi viene anticipato da D'Ambrosio (55'), infine scivola dopo un controllo di petto sul finale di partita, quando la palla pesa tanto ed essere lucidi è più difficile. La Juve ha anche tirato in porta da fuori con Khedira (due volte, ma la seconda più pericolosamente) e Asamoah (deviazione di Handanovic). Non so se tutto questo sia sufficiente per dire che la Juve è stata superiore all'Inter, ma le sostituzioni di Spalletti confermano l'impressione di una squadra in difficoltà ed esclusivamente votata a non subire. A parte il cambio (forzato) di Santon con Dalbert, il tecnico nerazzurro prima ha fatto uscire Candreva per Gagliardini e poi Icardi per Eder. Con Gagliardini in campo, l'Inter aveva un centrocampista in più e un trequartista in meno (Brozovic è stato spostato a destra). 
   
La Juve ha finito davanti, ma allo stremo delle forze. Sono convinto che anche l'avvicendamento di Pjanic (irritato con Allegri) a beneficio di Bentancur fosse da rubricare alla voce stanchezza, nonostante il bosniaco sia stato tra i migliori in assoluto. Non più bravo di Cuadrado, però, che oltre a costruire per Mandzukic, ha corso, rincorso, saltato, dribblato, servito e recuperato. Anche in questo, Allegri ha visto giusto. Il colombiano è in forma e sarebbe potuto essere decisivo. Mi resta solo una domanda: e se a sinistra, anziché Mandzukic, avesse giocato Douglas Costa, cioé l'esterno che aveva illuminato il San Paolo? È un dubbio a posteriori, ma mi ronza nella testa.