"Presidente, non mi è per niente simpatico, ma se se lo prende con lui vinciamo lo scudetto". Era il 1999, Sergio Cragnotti stava cedendo Bobo Vieri all'Inter per 90 miliardi e Moratti voleva inserire Paulo Sousa come contropartita tecnica. A Cragnotti Sousa piaceva, ma l'ultima parola spettava al leader della Lazio che vincerà lo scudetto, Roberto Mancini, numero 10 e consigliere di Cragnotti. Fu lui a fare il nome di Diego Pablo Simeone, convincendo Cragnotti che il vero affare sarebbe stato Simeone e non l'ex Juve. La storia gli diede ragione, perchè il Cholo, Mancio e la Lazio lo scudetto se lo cucirono davvero sulle maglie. Anzi, Simeone fece di più, segnando il gol decisivo a Torino contro la Juve che innescò la rimonta laziale. Ah, sì, poi l'anno dopo fu proprio la Roma a scucirlo dalle maglie biancocelesti... giusto per riportare le cose nell'ambito Romamania e per dover di cronaca...

'El Cholo' pare sia (mi fido di Wikipedia) un termine di origine azteca, 'Xoloitzcuintli', che significa 'incrocio di razze'. Qui però, l'interesse è per gli incroci del destino tra il caro, vecchio 'nemico' giallorosso, la Roma e l'Olimpico, a poche ore da Roma-Atletico Madrid. Proprio all'Olimpico, da ex interista, Simeone ha segnato uno dei quattro gol che hanno affondato l'Inter in quel drammatico 5 maggio 2002 che costò lo scudetto all'Inter.

La Roma da giocatore l'ha incontrata spesso (6 vittorie, due pari e 4 ko) e c'era anche lui in campo in uno dei derby più amati e ricordati dai romanisti, quello del 21 novembre 1999, con la Roma di Capello che travolge la Lazio 4-1 con doppio Delvecchio e doppio Montella. Quel giorno, la rivalità tra il Cholo e la Roma va ben oltre la sottile linea (giallo) rossa, perchè Simeone provoca Totti, Zago si auto-elegge difensore del compagno e la fa grossa sputando al Cholo, beccando 3 giornate con la prova tv. Davanti a microfoni e taccuini le scintille tra i due si sprecano e l'episodio contribuisce ad accrescere la 'simpatia' (si fa per dire) dei tifosi romanisti per Simeone. L'unico gol in carriera alla Roma Simeone l'ha griffato nel famoso 5-4 del maggio '98 e, guarda un po', uno dei quattro gol romanisti lo mise a segno Eusebio Di Francesco, giusto per sottolineare gli incastri del destino. Da allenatore del Catania, s'è tolto lo sfizio di strappare alla Roma (al Massimino) i tre punti che gli servivano per la salvezza, smorzando così la voglia Champions della Roma di Montella. Sì, proprio lui, Montella: quello che gli aveva segnato due gol sotto al naso in quel derby del '99, giusto per (ri)sottolineare gli incastri del destino.