Novità in arrivo dalla Uefa sul fronte Fair Play Finanziario. Il presidente Ceferin ha toccato con mano i limiti di un impianto di regole voluto dal suo predecessore Michel Platini e che avrebbe dovuto, in teoria, limitare le spese pazze dei club europei. Il caso del Paris Saint Germain, che ha potuto tranquillamente spendere 220 milioni di euro per strappare Neymar al Barcellona e definire col Monaco l'acquisto per 180 milioni di euro di Mbappé (seppur sulla base di un prestito con obbligo di riscatto) senza cedere nessuno dei suoi pezzi pregiati, ha creato un precedente pericoloso e ha generato l'immediata reazione dei principali club europei.

ANCHE LA JUVE CONTRO IL PSG - Per evitare pesanti ripercussioni sul fronte politico-sportivo, secondo quanto riferisce l'edizione odierna de Le Parisien, Ceferin ha avanzato una serie di proposte per modificare in meglio le regole del FFP e renderlo più equo. La novità principale riguarderebbe l'impossibilità di avere un deficit superiore ai 100 milioni di euro tra acquisti e cessioni al termine di una finestra di mercato: un'imposizione fortemente voluta da Juventus, Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco, secondo quanto riferisce la testata francese. Al vaglio della Uefa anche la possibilità di inserire una luxury tax per i maxi trasferimenti sull'esempio di quanto avviene nel campionato cinese, ossia un sovrapprezzo che andasse dal 10% al 100% per gli importi più rilevanti.

QUANTE NOVITA' - In ultima analisi, Ceferin e il suo direttivo potrebbero cambiare qualcosa in tema di salary cap, impedendo così ai club più ricchi di sforare il tetto massimo aumentando il proprio fatturato con l'ausilio di nuovi contratti di sponosorizzazioni; parallelamente, via a una limitazione delle rose, con un numero massimo di giocatori acquistabili in una sola finestra di mercato, un numero massimo di calciatori tesserabili da parte della stessa società e regole più rigide in materia di prestiti.