Il prossimo 24 gennaio è fissata, al tribunale di Firenze, l'udienza preliminare per stabilire il rinvio a giudizio nella vicenda dei presunti mancati accantonamenti nel bilancio di ACF Fiorentina da destinare a risarcire il Bologna, parte lesa a seguito dei fatti di Calciopoli.
 
L'anticipazione, pubblicata ieri da Il Fatto Quotidiano è stata confermata in giornata dall'avvocato della società viola Nino D'Avirro, il quale ha precisato che “senza entrare nel merito delle questioni tecniche della vicenda, nella convinzione della correttezza dei bilanci dell'ACF Fiorentina, va ricordato, ancora una volta, che la procura di Firenze, che ora è costretta a seguito di un provvedimento di imputazione coatta del GIP a formulare l'imputazione di falso in bilancio, ha ritenuto in più occasioni l'infondatezza della stessa ipotesi di falso in bilancio”.
 
Il giudice Matteo Zanobini, lo scorso settembre, non aveva accolto la richiesta di archiviazione del pubblico ministero, disponendo che fosse formulata l'imputazione per 16 persone, tra componenti del cda e del collegio sindacale della ACF Fiorentina spa (tra i quali anche Andrea e Diego Della Valle, Sandro Mencucci e l'attuale presidente Mario Cognigni). L'accusa di false comunicazioni sociali riguarda il bilancio chiuso il 31 dicembre 2015 e la somma da risarcire, su cui è in corso un giudizio civile, alla società Victoria 2000, che controllava il Bologna all'epoca di proprietà di Giuseppe Gazzoni Frascara, finita in amministrazione in seguito allo scandalo che determinò la retrocessione in Serie B nel 2005. La stessa Victoria aveva fatto denuncia e con l'avvocato Simone Sabattini si era opposta all'archiviazione.
 
Nella sua ordinanza il giudice Zanobini sottolineava che le risultanze delle indagini "impongono il vaglio processuale". Il giudice cita la consulenza tecnica conferita dalla procura, dove si osserva che la voce 'fondo per rischi e oneri' del bilancio "non prevedeva nessun accantonamento in relazione alle cinque cause civili pendenti al 31 gennaio 2015 e ben note alla società, connesse e dipendenti dalla vicenda Calciopoli". Lo stesso bilancio "presenta tre incongruenze matematiche di grosso ammontare nei prospetti contabili" e altre due nella nota integrativa. Cinque casi in cui il bilancio "non permette al lettore di ipotizzare spiegazioni o soluzioni alle anomalie". Infine si evidenzia che a fine 2015 la società era vicina al limite massimo di perdite fissato dall'Uefa (30 milioni, ndr) per ammettere la squadra a future competizioni europee: "Verosimilmente un ulteriore accantonamento al fondo rischi, anche solo di due milioni, avrebbe portato a raggiungere tale limite".
 
La vicenda, oltre al mancato accantonamento, vede anche altre presunte irregolarità legate al bilancio di ACF Fiorentina. La Deloitte & Touche, la società che controlla e certifica i bilanci del club viola, nella persona di Jessica Linari – scrive Il Fatto Quotidiano - “è stata rinviata a giudizio” e “la Fiorentina è accusata di aver ingannato l'UEFA, cui presentò un bilancio con perdite limitate a 28 milioni 'potendo così partecipare a competizioni sportive europee' (…), sia la FIGC, iscrivendosi al campionato di serie A con un artifizio sleale” causando, per la giustizia sportiva, un illecito amministrativo.
 
Taglia corto Diego Della Valle che, sentito dal Fatto, ha fatto eco al comunicato della società viola dello scorso settembre a seguito del pronunciamento del GIP che non ha accolto l'archiviazione: “Credo che una lettura più attenta delle carte basterebbe a rendere chiaro che la storia di Gazzoni Frascara vittima di Calciopoli è una barzelletta”. “Aspetto che la giustizia faccia il suo corso – ha aggiunto DDV – fiducioso nel nostro buon comportamento”.

da ilsitodifirenze.it