Ricostruiamo nel dettaglio la vicenda che ha coinvolto Lapo Elkann e che tanto sta facendo discutere.

Solo, senza bodyguard, e solo con una carta di credito prepagata in tasca: ecco come si presenta Lapo Elkann, ufficialmente per motivi di lavoro, giovedì scorso a New York. 

Passa qualche ora e nel pomeriggio, secondo la stampa locale, Lapo è già al telefono alla ricerca spasmodica di una escort. Riesce a fissare un appuntamento con una giovane donna nel distretto teatrale di Times Square. Sarebbe stata lei, secondo Il Messaggero, a farlo incontrare con la 29enne escort transgender Curtis McKinstry. Sempre Il Messaggero pubblica la foto, di cui però non si hanno ancora conferme ufficiali, con il volto di Curtis McKinstry.



 

L'appartamento della escort, dove si reca l'imprenditore, è sito in un quartiere squallido di Manhattan frequentato da pusher e tossicodipendenti ed è qui che si consumano i due giorni a base di alcool, marijuana e cocaina che avranno come epilogo la pazza idea di Lapo di inscenare il falso rapimento.

I soldi contenuti nella carta prepagata sono finiti, ma non la voglia di continuare 'la festa' e così Lapo, evidentemente non del tutto lucido, pensa ad una rapida soluzione. Contatta la famiglia in Italia dicendo di trovarsi in una situazione di emergenza: ha bisogno di aiuto, è stato rapito e necessita immediatamente di 10.000 dollari per essere rilasciato.

LA FAMIGLIA NON MANGIA LA FOGLIA - La strana e approssimativa ricostruzione dei fatti, purtroppo per Lapo, non convince affatto la famiglia, che subito si muove inviando un uomo di fiducia presso la polizia americana per informarla dell'accaduto. Insieme tramano una 'trappola' per verificare il bizzarro racconto e fissano un appuntamento con Lapo e la trans per la consegna del denaro. Nel luogo stabilito, ad attenderli, i due complici non trovano i soldi, bensì gli agenti americani che li arrestano.

Lapo a questo punto, ormai in commissariato, prova a difendersi continuando a sostenere la finta storia del rapimento: una volta finiti i suoi soldi, Curtis aveva anticipato di tasca sua del denaro per comprare altra droga e infine lo aveva preso in ostaggio in attesa di recuperare il prestito.

INCASTRATO DAL CELLULARE - La versione però non convince per niente gli inquirenti. Dopo il confronto incrociato delle testimonianze e l'analisi del cellulare di Elkann - che rivela come Lapo abbia tranquillamente chiamato l'Italia dal suo telefono, oltre ad esser stato libero di muoversi a suo piacimento senza alcuna restrizione per tutto il tempo della permanenza nell'appartamento della trans - la polizia finisce infatti per rilasciare McKinstry, ritenuta estranea all’ideazione del rapimento, senza alcuna imputazione. Per Lapo invece un epilogo ben più triste e grave: riceve l’ordine di comparizione, per il 25 di gennaio, dinanzi ad un giudice della Corte criminale di New York. 

SPUNTA UN TERZO UOMO - E intanto nelle ultime ore la vicenda si tinge di giallo con nuove clamorose indiscrezioni.

Sempre Il Messaggero riporta la tesi suggerita da Max Scarfone, paparazzo amico da anni dell'erede Agnelli, secondo cui ci sarebbe stato un terzo uomo nell'appartamento della trans e che sarebbe stato proprio lui, e non Lapo, a fare richiesta dei soldi.

Il fotografo difende nettamente l'amico ribadendo che i fatti hanno dell'inverosimile e “non sono andati come la stampa americana e quella italiana li stanno raccontando” e diffondendo in tutto il mondo.
“Vi posso assicurare che Lapo non ha fatto quella telefonata - afferma Scarfone - non ha chiamato i familiari per chiedere quel riscatto. Non solo, in quell’appartamento non erano solo in due, lui e la escort transessuale: molto probabilmente c’era una terza persona. Un conoscente, probabilmente un amico …”.

Dunque Lapo estraneo alla tentata estorsione e tragicamente vittima di una trappola? Si attendono aggiornamenti.