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  • Lazio e Roma: tifosi sì, ma troppe restrizioni

    Lazio e Roma: tifosi sì, ma troppe restrizioni

    • M. A.
    I tifosi devono fare i tifosi e pensare soltanto a sostenere la propria squadra? Vero, ma solo in parte. Perché, se dal giorno alla notte decidono che la curva, ovvero il luogo dove ogni supporter ha passato la maggior parte delle proprie domeniche, debba cambiare e non essere più quel luogo vissuto per tanti anni, allora il discorso cambia. E cambia perché quello che sta succedendo alle curve di Lazio e Roma non ha una spiegazione logica. Norme anti violenza ok, ci mancherebbe. Ma così si sta andando oltre. Poteva passare, a fatica, la decisione di innalzare un muro di vetro, eretto per dividere il settore in due parti e rendere più facile l'identificazione dei tifosi violenti. Poteva passare anche la nutrita presenza di forze dell'ordine e di steward all'interno per controllare ogni singolo movimento, gesto e coro delle persone. Ma perquisizioni come quelle attuate durante le prime uscite stagionali delle romane no. Non è concepibile che donne, ragazzini e anche anziani vengano sottoposti a controlli in stile aeroporto e che per questo motivo si creino file chilometriche e disagi fuori lo stadio. Ma, soprattutto, non è accettabile che ora, grazie all'ultima trovata dal Prefetto Gabrielli, venga multato (e se recidivo diffidato) chi non rispetta il proprio posto indicato dal biglietto nominativo. Da che curva è curva, ognuno, si siede dove vuole. Anche perché capita spesso, ad ogni gol, di esultare, di salire e di scendere dai seggiolini. A quel punto diventa impossibile ritrovare il numero del posto assegnato. È sempre stato questo il bello della curva. O meglio, era questo il bello. Le nuove ed assurde disposizioni anti violenza, volute dal Prefetto sono servite soltanto ad allontanare ancora di più la gente dallo stadio (soprattutto famiglie) che in questo clima preferisce rimanersene a casa. I tifosi devono pensare a fare i tifosi, giustissimo. Ma che almeno - riporta Il Tempo - venga lasciata loro la libertà di farlo senza restrizioni così pesanti e, per certi versi, inutili.

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