Il richiamo della prima di campionato all'Olimpico si è fatto sentire. E nonostante la visita della perturbazione 'Poppea' nella Capitale abbia impedito di inaugurare il 'Terzo Tempo Lazio', una Nord gremita ha dato comunque il suo caldo benvenuto alla nuova stagione. Spettacolo vero sugli spalti: dalle sempre più numerose bandiere della Germania a quella della Sora Lella, dallo storico viso di Re Cecconi a quello irriverente di 'Gazza' Gascoigne. La curva si è colorata di vessilli biancocelesti in ogni singolo spiraglio. Un canto incessante, iniziato prima ancora dell'ingresso in campo dei ragazzi di Petkovic per il riscaldamento. Da brividi la classica sciarpata prima del fischio di inizio che ha coinvolto tutto lo stadio. Emozionante, come sempre, la lettura delle formazioni in duetto con lo speaker.

Se sul maxischermo appare il numero 11 di 'Mito', poi, l'ovazione diventa assordante: Klo-se. E quando un incauto giocatore del Palermo si permette di fare un fallo sul tedesco proprio sotto la parte più calda della tifoseria biancoceleste, per un attimo tutto lo stadio trattiene il respiro. Che nessuno tocchi Miro. È sempre lui il termometro delle emozioni della Lazio. Con il suo gol a pochi minuti dalla chiusura della prima frazione, ovviamente, parte il boato maggiore. L'altro arriva all’intervallo, con le squadre già negli spogliatoi. No, non è un ritardo dello streaming: è Cassano che a Milano ha pareggiato contro la Roma. D'altra parte, si sa, il derby nella Capitale non finisce mai. Nella ripresa striscione polemico nei confronti dell'opinionista Sky Massimo Mauro.

(La Repubblica - Edizione Roma)