Roma-Lazio 2-1

Alisson 6
: Nel primo tempo è impegnato a mantenere la posizione sua e della linea difensiva limitandosi a un paio di parate centrali che non possono preoccupare il portiere della nazionale brasiliana. Lo show cambia nella ripresa quando gli si presenta Immobile dagli 11 metri. Alisson intuisce, ma non prende. Poi il thrilling finale con tanto di retropassaggio insidioso di De Rossi. 

Florenzi 6: Lo stress da derby, e forse la delusione azzurra, si fanno sentire nei primi minuti. Parte male concedendo a Lulic una fascia libera come la corsia del raccordo nel giorno di Ferragosto. Lo aiutano Manolas ed El Shaarawy. Nella ripresa riprende coraggio e prova pure qualche sortita offensiva, ma quando entra Lukaku è messo di nuovo alle corde. Esce per un problema al ginocchio. 

(dall’ 79’ Bruno Peres 6,5: l’onda d’urto di Lukaku è devastante, ma lui tiene botta. E anzi si prende pure qualche applauso per un paio di contrasti da duro)

Manolas 6: Il greco è chiamato agli straordinari: tenere d’occhio Immobile e mettere una pezza alle iniziali disattenzioni di Florenzi. Tra tackle, anticipi e ottima lettura della linea difensiva non sbaglia un colpo. Fino al 69’ quando di mano provoca un rigore non visto da Rocchi, ma dal Var. Una macchia su un foglio fino a quel momento  lindo e pinto. 

Fazio 7: Prova a succhiare la profondità a Immobile. Un’impresa non facile visto il furore di Ciro. Il gigante argentino però resta calmo e non si lascia infilare dall’attaccante laziale. La Roma si affida spesso a lui quando c’è da impostare dal basso. Nel finale si scalda, ma è un bene visto il clima da battaglia.

Kolarov 7: Dovrebbe provare emozioni al quadrato, ma uno come lui non fa una grinza e non ha pietà quando si entra in area e si guadagna il rigore del vantaggio. Il duello da duri con Marusic nei minuti precedenti era stato uno spettacolo, e gli aveva tolto in qualche frangente la spensieratezza di poter spingere più in fase avanzata. Si rifà alla grande nella ripresa. E’ l’uomo simbolo della Roma di Di Francesco. Per mentalità e maturità. 

Nainggolan 7,5: Aveva detto di voler giocare questo derby pure con una gamba sola. Chissà se ha usato quella al 53’ quando con un destro chirurgico ha mandato in estasi la Sud e portato la Roma sul 2-0. In campo nonostante il dolore, nonostante la lesione rimediata poco più di una settimana fa. Parte con un sombrero con tiro al volo e il solito lavoro da guerriero in mediana. Con lui in campo è rock and roll puro, e ora si trova bene anche nella nuova posizione.  

(dall’ 84’ Juan Jesus 6: entra a rinforzare il reparto e quell’anticipo di testa su Nani a una manciata di minuti dalla fine gli vale il voto). 

De Rossi 7: Addio all’azzurro, bentornato al derby. Che ormai Daniele vive con maggiore maturità. Solito faro davanti alla difesa più impegnato ad avvistare navi nemiche che a individuare la giusta rotta. Nel primo tempo un break in tackle fa tirare un sospiro di sollievo al tifo giallorosso e per poco non avvia un’azione letale in contropiede. Annulla Luis Alberto, di questi tempi non è facile. 

Strootman 6: Il duello con Milinkovic dovrebbe provocare fuoco e scintille, ma l’olandese non parte col piede giusto concedendo spazio e contrasti. Riprende la giusta energia nella ripresa quando alza il livello di intensità. Non è ancora lo Strootman di un tempo però. 

El Shaarawy 6: Poco appariscente, ma ci sta visto il lavoro di sacrificio e in copertura sulla fascia che la Lazio cerca di sfruttare di più. Un lavoro fondamentale per gli equilibri, fino al doppio vantaggio. Quando il Faraone prova a mettere anche in mostra le doti offensive, Di Francesco lo toglie.  

(dall’72’ Gerson 6,5: esame di maturità dopo i due gol di Firenze. Ma qui è tutta un’altra storia. Lui comunque non demerita e prova ad aumentare il possesso palla in un momento duro prendendosi punizioni provvidenziali) 

Dzeko 7: Si muove veloce sul ring dell’area biancazzurra concedendo pochi punti di riferimento e provando il diretto giusto al 19’ quando di un soffio di testa sfiora il palo della porta laziale. Non si deprime e al 35’ ci riprova in girata trovando i guantoni di Strakosha. Nella ripresa deve più che altro incassare con il solito lavoro di sacrificio e manovra che farebbe contento qualsiasi allenatore. 

Perotti 7: Slalom, una discreta forma fisica ma soprattutto quella freddezza glaciale dal dischetto che permette alla Roma di gelare il derby. Nel primo tempo si incaponisce a cercare la via centrale perdendo la possibilità di trovare deviazione e intuizioni vincenti. Spesso è tanto fumo, l’arrosto lo serve su rigore. 

Di Francesco 7,5: Ne aveva giocati tanti da giocatore, lo vince con tanta emozione da allenatore. La Roma gioca meglio per oltre un’ora e trova il meritato doppio vantaggio dopo aver chiuso ogni varco alla Lazio di Inzaghi. L’errore di Manolas rimette tutto in gioco, ma la sua Roma dimostra ancora una volta di saper soffrire. Cambi giusti, numeri da big. La mentalità vista col Chelsea ora fa paura pure in campionato 

Francesco Balzani


Strakosha 6:  Riflessi felini su Dzeko nel primo tempo, nella ripresa tiene a galla la Lazio con sicurezza. Non può nulla sui gol della Roma. 

Bastos 4: Dalla sua parte la Roma è pericolosa:  Kolarov, Perotti e spesso Dzeko transitano e lo costringono spesso agli straordinari. Nella ripresa si vede tutto il brutto di Bastos: il fallo da rigore su Kolarov è totalmente inutile e senza senso, condiziona la partita. 

de Vrij 6,5: Uscita a vuoto su Dzeko nei primi 15’, con lui è duello fisico. Gli concede un paio di colpi di testa in area, e poco altro. Non ha colpe sui gol, la sua prestazione è migliore di quella dei suoi compagni di reparto.

Radu 6: Dalla sua parte la Roma è più timida, tanto che riesce senza grossi patemi a regolare il suo duello con El Shaarawy, si fa mandare a spasso da Nainggolan sul secondo gol Roma. 

(Dal 76’ Patric s.v.)

Marusic 5,5: Dalla sua parte Kolarov è un cliente scomodissimo, e per tutta la partita lo soffre da morire. Peccato, perché il suo dirimpettaio in  un paio di occasioni è andato in difficoltà sulle ripartenze. 

Parolo 5,5: Prova inserimenti a ripetizioni, ma la partita vera deve farla dalla sua parte in difesa, provando ad arginare le folate offensive di Kolarov, senza grossi risultati. Lotta, ma ci sarebbe bisogno di lui in avanti (come conferma il diagonale sibilante dell’ultimo quarto d’ora), e si fa vedere troppo poco. 

Leiva 5,5: Primo derby per lui, si prende il giallo per un intervento fuori tempo, per il resto la Roma ha sempre il pallino del gioco, lui prova come può a tappare le falle. Che sono troppe, ma non dalla sua parte. 

(Dal 57’ Nani 5,5: Prova a suonare la carica di una squadra un po’ depressa dall’1-2 giallorosso. Il suo urlo di rabbia scuote la Lazio, che torna alla carica. Ci prova, è carico, un buon impatto sul match. 

Milinkovic Savic 4,5: La partita del serbo è lo specchio di una trasferta intercontinentale che sembra aver subito molto. Non gli riesce quasi nulla, non è il solito Milinkovic. Qualcosina di meglio nel finale. 

Lulic 5: Faccia a faccia ad alta tensione su Nainggolan, sente tantissimo la partita e raramente riesce ad affondare. Meno timido di Marusic, ma nel derby serve essere sfrontati.
(Dal 57’ Lukaku 6,5: Inzaghi si affida a lui per dare il turbo alla Lazio, per provare a rimettere in gioco una partita che sembra già finita. Dalla sua parte mette in costante difficoltà la Roma, viene da chiedersi come abbia fatto a non giocare titolare). 

Luis Alberto 5: Anche per lui primo derby, non riesce quasi mai a ricevere il pallone, la Roma crea un imbuto nella zona centrale in cui ci si può infilare, ma non si esce con il pallone o qualche occasione da gol. 

Immobile 5,5: Parte con un gol in fuorigioco, poi toglie dalla testa di Lulic un pallone d’oro inzuccando fuori. Per il resto sembra Immobile in versione Nazionale: non è al top, e si vede, ma trasforma il rigore che restituisce speranze alla Lazio. Troppo poco, forse. 


All. Inzaghi 5,5: Non vuole rinunciare al suo blocco di titolarissimi, ma forse avrebbe dovuto: Milinkovic sembra un po’ appannato, Immobile si vede che è al 50% delle sue reali possibilità. Studia la partita per fare male alla Roma in fase di rimessa. Prende 1-2 micidiale che gli fa perdere il derby troppo male. Il suo grande peccato è aver snaturato la sua Lazio, rendendola troppo passiva. 

Luca Capriotti