Avrebbe meritato la Lazio, per abbondanza di azioni e rilevanza di mezzi (leggi uomini, occasioni, movimenti e meccanismi). Invece, alla fine, ne è uscito uno 0-0 che consente all’Inter di conservare, provvisoriamente, il terzo posto in classifica. E’ vero che se la Roma vincerà il proprio recupero (a Genova con la Sampdoria) sorpasserà gli uomini di Spalletti, ma per ora mantenere questa Lazio a distanza di sicurezza (battendo l’Udinese andrebbe ad un punto dall’Inter), è qualcosa che assomiglia all’impresa.

Spalletti l’ha compiuta non solo senza Miranda e D’Ambrosio, ma - come il Milan - con 120 minuti nelle gambe e un giorno in meno per recuperare. Se a questo aggiungiamo che l’Inter il derby lo ha perso, quindi aveva il morale sotto i tacchetti, capiamo perché non perdere ancora (dopo tre sconfitte consecutive) era il massimno cui aspirare. So bene che un discorso del genere mal si addice a chi - come penso io - aspira a vincere il campionato, ma il momento è difficile e l’obiettivo dell’Inter è arrivare alla sosta evitando altre scivolate.

Certo, fossi in Simone Inzaghi, recriminerei senza requiem. Più che prendersela con Rocchi (che, tramite il Var, ha giustamente annullato un rigore già assegnato per fallo di mano di Skriniar), deve avercela con Felipe Anderson, subentato a Luis Alberto. Il brasiliano al culmine di un contropiede innescato da un errore di Joao Mario e Gagliardini, è andato a raccogliere l’assist perfetto di Immobile al centro dell’area, spropositando largo di interno sinistro. Questo accadeva al 34’ del secondo tempo, ma sei minuti prima Felipe Anderson aveva fatto tutto benissimo, compreso il diagonale che stava per trafiggere Handanovic, il quale si è allungato mettendo in angolo. Cito due opportunità delle molte che la Lazio ha avuto. Ciò è accaduto perché, oltre ad avere nettissima superiorità numerica a centrocampo, la squadra biancoceleste ha corso il doppio, accorciato sempre in avanti ed è ripartita con un grande spiegamento di uomini. Non ha fatto contropiede, ma si è difesa attaccando, stando corta in fase di non possesso e larga quando doveva affondare.

Se l’Inter non ha perso è perché la difesa - intesa come reparto - ha tenuto in modo sorprendente. Benissimo Skriniar, bene Ranocchia (colpito al ventre alla fine del primo tempo ed eroico nel resistere perché non c’erano sostituti di ruolo), bene Santon, bene Cancelo. Quando quest’ultimo è uscito nel finale, ed è entrato Dalbert, Santon si è spostato a destra. Dalbert, però, nonostante sia brasiliano, ha meno tecnica di Cancelo e un fisico esile. Un acquisto che mi lascia perplesso. Insomma gli uomini erano contati, ma l’Inter non si è spezzata. Nel primo tempo, addirittura, sarebbe potuta andare in vantaggio se Strakosha, al pari di Handanovic, non avesse salvato su un interno destro a colpo sicuro di Perisic (assist di Borja Valdero).

Eppure un discorso sulle varianti tattiche a Spalletti mi sentirei di farlo. Perché, per esempio, insistere con il 4-2-3-1 se non si possiede un trequartista di ruolo? Perché vi si adatta spesso e, ormai con magri risultati, lo spremuto Borja Valero? Non sarebbe meglio il 4-3-3 che darebbe maggiore ampiezza e potrebbe consentire di alternare la monotonia di una manovra articolata solo in fascia destra? Più che consigli - non mi permetterei, non ne ho la statura - sono riflessioni. Anche perché - come tutti sappiamo - dal mercato arriverà poco o, assai presumibilmente, nulla. Quindi l’alternativa più che sugli uomini va trovata nel sistema di gioco. Ovviamente Spalletti conosce bene il 4-3-3 per averlo praticato a Roma, non credo che gli manchi qualcuno da affiancare a Icardi. Uno potrebbe essere lo stesso Perisic, cui il tecnico non rinuncia mai, l’altro magari Eder che sa sacrificarsi e aumenterebbe la percentuale dei tiri in porta da dentro l’area di rigore. Nel frattempo, il pane che passa il convento è duro. La Lazio, che ha colpito anche una fortuita traversa da calcio d’angolo (deviazione di testa di Borja Valero) nel recupero di primo tempo, è stata superiore in tutto. Eppure corre su tre competizioni e non ha una rosa più vasta di quella dell’Inter.

@gia_pad