Nessun regalo, nessuno sconto, clima natalizio già relegato al ieri, al "se lo semo levato". Pure 'sta Fiorentina se la semo levata, direbbe Riccardo Garrone. La Lazio archivia la pratica in sicurezza, con qualche imprevisto (tipo Caicedo out, Immobile in con febbre) e alcune conferme. Una su tutte: Inzaghi deve aver regalato ai suoi una specie di elisir di lunga vita. I suoi senatori di lunga data, Radu e Lulic, sembrano dei ragazzini pieni di entusiasmo: il romeno supera Rocchi e punta le 303 presenze di Mauri in maglia Lazio, Lulic segna ancora e capovolge il fronte come se avesse 18 anni, tanto da crescere, tanto da correre ancora. 

Non è l'unico sorriso post-Natalizio rimasto addosso ad Inzaghi: Felipe Anderson piano piano riprende condizioni e sembra ritrovarsi in campo, ha l'aria di una specie di Babbo Natale appena atterrato sulla Quinta strada, una specie di miracolo. Con lui la Lazio sta recuperando un pezzo da 90: punta l'uomo e lo salta sempre, regalando ai suoi compagni una soluzione immediata per capovolgere a grande velocità il fronte offensivo, con capacità annessa di creare superiorità numerica. Meglio di così, neppure Zio Paperone "Scroodge" redento che regala nuova vita al piccolo Timmy. Una gioia per gli occhi (mica vi sarete persi "Un canto di Natale" della Disney, vero?), e non è l'unica: la Lazio è sembrata in totale controllo del match, nonostante un solo gol di scarto. La Fiorentina sembrava quasi squadra di categoria inferiore, incappata in un sorteggio infame, quasi quanto l'ennesima fetta di pandoro, dopo aver superato il limite di guardia che garantirebbe una digestione serena. E poi, proprio a volere essere fastidiosi come chi, dopo il primo numero, grida sempre: "Ambo!", al massimo posso rimproverare alla Lazio di non aver segnato il secondo gol, che avrebbe garantito una sonora tranquillità post natalizia. Che a conti fatti si è comunque tranquillizzata. E per i patiti di Star Wars (io, io, io!), la forza è potente nei tifosi della Lazio: hanno risposto presente in una giornata atipica,  in una notte piena di pioggia e richiami di parenti. Ora l'Inter si staglia minacciosa all'orizzonte, un po' meno di quello che sembrava qualche ora fa. Dopo aver digerito tutti i fritti di Natale e la Fiorentina di Pioli nel Boxing Day, cosa può farci ancora paura?