La provocazione potrebbe essere: contro la Juventus facciamo giocare i nuovi. Nei ballottaggi buttiamo dentro tutti quelli che contro la Juve non hanno mai giocato, non ne conoscono il potere. La forza della Juventus è anche psicologica, almeno con la Lazio: sembra quasi del tutto scontato che la Juventus debba passare in vantaggio, difendere senza grossa fatica il vantaggio, vincere. Forse il simbolo di una Lazio irriverente è Milinkovic-Savic: il centrocampista serbo si è sempre dimostrato al di sopra di ogni paura, al di sopra di ogni ansia da prestazione. Per questo è così amato, per questo i tifosi lo chiamano il sergente: ispira, e non ha paura. Inzaghi ha dato la forte impressione di preparare la sfida contro la Juventus sin dal primo giorno di ritiro: questa nuova Lazio che lui sicuramente sperava più forte, e invece è, per ora, solo puntellata, seppur a dovere, ha bisogno ancora una volta di lui. Caicedo dice in conferenza stampa di presentazione che Inzaghi "gli ha fatto sentire molta fiducia". La forza di questo Mister è tutta nella carica umana, quasi fosse un life-coach all'americana. Che adesso deve convincere i suoi giocatori che la Juventus si può battere, soprattutto in questo momento della stagione. Magari partendo dai nuovi: Marusic sembra avere lo stesso sorriso solido e senza rughe di Milinkovic, Leiva non ha certo problemi ad affrontare squadre di grido. Keita, facciamo giocare pure Keita: chi lo conosce sa che, pur in uno stadio che non sarà tenero con lui, farà di tutto per convincere la Juventus della bontà delle sue intuizioni. Forse servirà la partita perfetta contro la Vecchia Signora. Ma alla fine servirà essere convincenti: sulla zattera affondata del primo impegno stagionale fallito Pioli ha perso tutto. Inzaghi lo sa, e vuole superare l'ostacolo di slancio. Magari con i nuovi, che ancora non conoscono il potere persuasivo della Juventus...