Se una notte d'inverno un viaggiatore si imbattesse per caso nello stadio Olimpico gelato, troverebbe assurdo concedere alla squadra più titolata d'Italia di giocare in casa. Se una notte d'inverno un viaggiatore si imbattesse in Stefano Pioli fuori dalla panchina, seduto in conferenza stampa, troverebbe assurdo sentir parlare di suoi errori tattici (che ci sono stati) e di scelte di formazione azzardate (perché Keita e Felipe Anderson tutti e due fuori?). Troverebbe assurdo dover inventare di continuo ruolo e parte dell'acquisto più costoso dell'ultima sessione di mercato (Milinkovic-Savic), troverebbe assurdo questo amaro disincanto, troverebbe assurdo prendere per l'ennesima volta gol "non appena gli avversari mettono il naso nella metà campo", troverebbe assurdo ritrovarsi senza un centrale di piede destro all'altezza, assente De Vrij, con un centrale di piede sinistro che se la butta dentro da solo ed un altro centrale di piede sinistro che non lo fa, ma è come se lo facesse, spesso.  

Se una notte d'inverno un viaggiatore vedesse il capitano della squadra di casa piangere a fine partita, troverebbe assurdo farlo a novembre, come fosse una finale, e forse una finale, per qualcuno, che lo osserva dalla panchina, lo era davvero. Troverebbe assurdo non trovare colpe in quest'uomo alla sua finale, eppure troverebbe assurda l'idea di salutarlo, dopo il miracolo dello scorso anno (anche quello era Pioli, però!). Troverebbe assurdo ritrovarsi a pagare duro l'astiosa questione fascia da capitano e i rinnovi mancati, e i rinnovi inutilizzati (Mauri, e Braafheid, dove sono?). Se una notte d'inverno un viaggiatore si trovasse all'Olimpico, quasi certamente per calcolo delle probabilità, ieri sarebbe stato un tifoso della Juve, o alle lacrime di Biglia, avrebbe voluto essere da un'altra parte, per non fare lo stesso, o forse di più. 

Se una notte d'inverno un viaggiatore si trovasse all'Olimpico, troverebbe assurdo pensare a tutte queste assurdità, vorrebbe solo vedere una partita di calcio tra la prima e la terza dello scorso anno, trovandosi però tra chi vuole ancora diventare prima, e chi non riesce a volere più niente. Troverebbe assurdo tutto questo, altrimenti dovrebbe preoccuparsi davvero molto, perché Pioli è umano, ma a perseverare non può essere stato lui, solo lui. Se una notte d'inverno un viaggiatore si imbattesse per caso nello stadio Olimpico, troverebbe assurda questa dichiarazione d'amore ad un tecnico gentile e uomo che ha fatto 1 punto nell'ultimo mese, oppure forse la troverebbe l'unica cosa illogica ma profondamente vera, di una notte d'inverno, nello Stadio Olimpico gelato, con il capitano al centro del campo, in lacrime.

 

Luca Capriotti