La serie A è un campionato spaccato in due in modo evidente, clamoroso: ci sono 5 sorelle e 15 sorellastre, anzi cugine di terzo o quarto grado. Quindici squadre che, quando si trovano davanti le migliori, perdono sempre. Tanto che, se oggi dovessimo dire dov'è che si decide lo scudetto, sosterremmo senza dubbio che saranno fondamentali gli scontri diretti: le partite contro le altre sono pressoché scontate.

I numeri sono imbarazzanti. Napoli, Inter, Juve, Lazio e Roma hanno giocato complessivamente 39 volte contro le altre quindici squadre della A: ebbene, hanno vinto addirittura in 36 circostanze e non hanno mai perso. Hanno fatto bottino pieno Napoli e Roma (7 successi su 7), l'Inter ha pareggiato con il Bologna (7 successi su 8), la Lazio con la Spal (7 successi su 8), la Juve con l'Atalanta (8 successi su 9). Se facciamo la somma dei punti conquistati dalle cinque sorelle in queste 39 gare contro le altre, abbiamo un risultato spaventoso: 111, frutto di 36 vittorie e 3 pareggi, contro i soli 3 punti lasciati alle concorrenti.

Attenzione: tra le quindici cuginette non ci sono solo le neopromosse o squadre senza possibilità economiche, ma anche il Milan che ha speso duecento milioni sul mercato, l'Atalanta dei miracoli, il Torino di Belotti, la Fiorentina, la Samp. Squadre ambiziose, insomma. Eppure, nel confronto con le grandi, non riescono mai, o quasi, a opporsi con efficacia.

C’era una volta un campionato combattuto, il più difficile del mondo, nel quale nessuna partita era scontata: a Firenze come a Genova, a Palermo come a Cagliari o a Udine era difficilissimo passare e chi riusciva a vincere faceva festa. Non a caso si diceva che lo scudetto non si vinceva negli scontri diretti, ma nelle sfide con le piccole: si rischiava di lasciare tanti punti in stadi di periferia. Ora sono tutte passeggiate, o giù di lì. Ma noi non riusciamo a rassegnarci e auspichiamo che una più equa distribuzione dei diritti televisivi permetta anche alle piccole società di costruire rose competitive. Altrimenti la serie A non è a venti squadre, ma a cinque. Come oggi.

@steagresti