Quando si veste d'azzurro, Daniele De Rossi diventa principe. Nonostante tutto, nonostante gli anni e nonostante non sappia ancora dove giocherà nella prossima stagione. Anche nella sfida contro l'Albania, Giampiero Ventura ha deciso di affidarsi all'esperienza e al carisma del centrocampista romano, al fianco del talento di Marco Verratti. E come al solito, DDR ha preso per mano la Nazionale, conducendola a ottenere tre punti fondamentali per continuare il testa a testa con la Spagna, in attesa dello scontro diretto di settembre.

COME PABLITO - Un altro gol, il ventesimo nella sua carriera azzurra, che lo posiziona al dodicesimo posto nella classifica dei marcatori di tutti i tempi, al pari di una leggenda come Paolo Rossi. Alla presenza numero 111, a una sola di distanza da un altro totem, Dino Zoff. Un rigore, come quello trasformato nella finale dei Mondiali del 2006, di cui De Rossi, insieme a Buffon e Barzagli, è uno dei pochi superstiti. Una rete in uno stadio che gli porta particolarmente fortuna, visto che quello segnato a Strakosha è il terzo al Barbera con la maglia dell'Italia, dopo quello alla Norvegia nel giorno del suo esordio, il 4 settembre 2004, e quello alla Bulgaria del 6 settembre 2015.

FUTURO IN BILICO - Numeri e prestazioni da leader, con l'Italia come con la Roma, con qui in questa stagione è tornato ad altissimi livelli. Ma tutto questo, ancora, non gli è valso la conferma per il prossimo anno. Il suo contratto è in scadenza al 30 giugno 2017 e durante la recente visita del presidente Pallotta non c'è stato nessun colloquio per arrivare a un prolungamento. Come anticipato qualche mese fa, la Juventus ci ha pensato, spinta anche dai senatori della Nazionale come Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini, ma De Rossi sembra avere le idee chiare sul futuro: se non resterà alla Roma, continuerà all'estero, tra il sogno Boca Juniors e la MLS.

@marcodemi90