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  • Lega Pro, Ghirelli: 'Niente sciopero. Riforma campionato dettata dalla crisi'

    Lega Pro, Ghirelli: 'Niente sciopero. Riforma campionato dettata dalla crisi'

    • Matteo Palmigiano

    L'1 settembre comincia il campionato di Lega Pro. Le novità apportate sono diverse e importanti. La riforma del campionato, i contributi federali, la nuova regola sull'età media sono tutti argomenti di discussione che tengono ancora banco. Calciomercato.com ha intervistato, in esclusiva, Francesco Ghirelli, Direttore Generale della Lega Pro, che detto la sua su ognuno di questi temi:

    Per cominciare, Direttore può spiegare le ragioni che hanno portato alla riforma del campionato di Lega Pro?
    "Il motivo principale è la crisi economica. Gli imprenditori non ottengono più profitti e di conseguenza non investono più risorse in attività come il calcio. Questo sport negli ultimi anni ha vissuto al di sopra delle sue possibilità. Il presidente Mario Macalli sosteneva da anni l'esigenza di questa riforma. Dal 2014 passeremo da 90 a 60 squadre professionistiche. Abbiamo approfittato di questa necessità per trasformarla in opportunità. Il nostro obiettivo è quello di arrivare ad avere dei club che possano essere autosufficienti come delle normali aziende. Aziende che sappiano gestire un budget, frenare i costi e pagare gli emolumenti nei giorni e nei mesi stabiliti. L'unico modo per raggiungere questo obiettivo è seguire un piano ben preciso".

    Qual è uno dei punti principali su cui poggia questo piano?

    "Bisogna fare giocare i giovani. Dobbiamo smetterla di scimmiottare la Serie A. La massima serie rappresenta un calcio elitario che non ha nulla a che vedere con la Lega Pro. Il nostro campionato deve diventare un serbatoio da cui le selezioni delle nazionale italiana possano attingere. In Europa ci sono squadre come il PSV Eindhoven che giocano con squadre che hanno un'età media di 22,5 anni. Il nostro è un Paese che ha sempre chiuso ai giovani: uno schema di questo tipo non può più esistere".

    Alla base di questo tema, c'è la nuova regola sull'età media (le squadre potranno incassare i 100 mila euro di contributi federali annui se i giovani della rosa raggiungeranno un determinato minutaggio e se l'età media della squadra sarà di 24 anni per la Seconda Divisione e di 25 anni per la Prima). Una riforma che ha scatenato diverse polemiche.

    "Non mi meraviglio che ci siano polemiche ma allo stesso tempo voglio fare una riflessione. La riforma del campionato porterà alla perdita di circa 900 posti di lavoro ma ciò nonostante l'Aic non ha scioperato. Perchè? Per il semplice fatto che hanno compreso che si trattava di una riforma necessaria. Lo stesso dovrebbe valere per la norma sull'età media. La crisi ci porta a fare dei sacrifici necessari. Bisogna tirare la cinghia, altrimenti il giocattolo si rompe".

    Si parla di un possibile sciopero. E' preoccupato?
    "No, perchè credo che alla fine lo sciopero non si farà. Il motivo? Genererebbe un effetto boomerang pazzesco. Mi spiego: le società calcistiche spendono dal mese di giugno fino a quello di settembre per iscrizioni al campionato, fideiussioni, calciomercato e stipendi dei giocatori. I primi incassi arrivano proprio a settembre grazie alle partite che permettono di coprire le spese del primo semestre stagionale. Con lo sciopero questi introiti non verrebbero incamerati. Così facendo c'è il rischio di non pagare gli emolumenti ai giocatori e se la Covisoc verifica queste defezioni, poi scattano le penalizzazioni e le multe".

    Lei ha dichiarato che se non si è almeno in Serie B a 26 anni è consigliabile intraprendere un'altra carriera lavorativa. Molti calciatori sono rimasti offesi dalle sue affermazioni.

    "Non voglio infrangere i sogni di nessuno. Se questi calciatori credono di potercela fare fanno benissimo a lottare per riuscirci. Però voglio anche citare una canzone di Gianni Morandi: Uno su mille ce la fa. La verità è che di Fabio Grosso e Luca Toni ne nasce proprio uno su mille. Quasi certamente, i giocatori a cui mi riferisco non passeranno in Serie A e Serie B. Questi ragazzi devono prendere in considerazione la possibilità di andare a lavorare e, nel caso, di giocare nel Campionato Dilettanti. Bisogna essere franchi".

    Ci spieghi invece cosa cambierà per quanto riguarda i contributi.

    "Lo scorso anno la ripartizione dei contributi federali ammontava a 16 milionidi euro:  75% distribuito alle società in base al minutaggio e il 5% rimanente destinato ai vivai. Tutte queste somme, anche se non conosciamo ancora l'ammontare della cifra, verranno riservate ai vivai. Per quanto riguarda gli accordi privatistici, quindi i 23,3 milioni di euro derivanti dai diritti televisivi dalla Legge Melandri, le ripartizioni saranno le seguenti: il 40% in parti uguali ai club, il 5% in base al numero di spettatori, il 5% assegnato in base alla posizione occupata al termine della stagione in classifica e il restante 50% verrà diviso in relazione a quanto decideranno i presidenti in assemblea a maggioranza qualificata il 29 agosto".

    Capitolo frodi sportive. Come pensate di combatterle?

    "Ci siamo affidati a dei modelli, come Sport Radar, specializzati in questo campo e ad un organo di prevenzione come Integrity Office. Inoltre, all'interno di ogni società saranno presenti dei referenti che ci terranno sempre informati. Per concludere, ogni squadra in questa stagione indosserà una patch con scritto INTEGRITY. L'ennesimo simbolo evidente di questa nostra battaglia contro le frodi sportive".


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