Un provino al Genoa, una storia particolare tra Colombia e Croazia, l’interesse di Inter e Sampdoria. Nicholas Llanos è un talento dell’Hajduk Spalato, lo stesso club da cui l’Inter ha preso Rapaic e con cui tratta Susic. Il centrocampista offensivo, classe ’96, ci parla di questo e di tanto altro.

Partiamo dall’interesse dei club italiani, non solo il Genoa…
“Fin da quando ho 12 anni sono stato accostato a grandi club perché sono del 1996 e appartengo a quella che viene definita “la migliore generazione croata”. Mi hanno detto che la Sampdoria mi segue, fin da quando mi sono allenato al Genoa. Ho avuto un contatto anche con l’Inter, quando hanno preso il mio compagno Rapaic, mi hanno detto di continuare a lavorare. L’interesse della Sampdoria e dell’Inter è una cosa buona, fantastica, anche se devo continuare a lavorare duramente”.

Ti piacerebbe giocare in Serie A?
“Il calcio italiano è uno dei più competitivi tecnicamente e fisicamente. Senza lavoro e determinazione, non puoi far bene in Italia. Io credo di averle, per questo mi piacerebbe giocare in Italia. E’ un tipo di gioco che mi piace, corrisponde al mio stile. Ogni giocatore di qualità sogna di giocare in Serie A, me compreso”.

Cosa ne pensi dell’Inter?
“L’Inter ha un posto speciale nel mio cuore per via di mio padre, un grande tifoso per la sua simpatia per il suo connazionale Cordoba. Mi ha portato molte volte a vedere il derby. Amavo vedere l’Inter soprattutto nel 2009/2010, con giocatori come Sneijder e Milito, con un allenatore incredibile come Mourinho. Dalla miglior squadra del mondo nel giro di qualche anno è diventata una squadra nuova, con un nuovo allenatore, una nuova società e buoni giocatori”. 

Cosa ricordi del provino al Genoa?
“Dopo alcuni provini in giro per l’Europa, sono stato chiamato dal mio agente perché al tempo il Livorno era interessato. A quel punto, si inserì il Genoa. Sono stato un mese lì, l’allenatore (Juric, ndr) mi disse che gli sarebbe piaciuto lavorare con me, ma che non sarebbe rimasto al Genoa a lungo. A quel tempo, ero al mio ultimo anno di scuola quindi decisi di portare a termine gli studi per poi dedicarmi completamente al calcio”.

Cosa ne pensi di Mateo Kovacic? 
“Kovacic mi piace molto, è uno dei giocatori croati con più talento e ora giocando nella sua posizione può mostrare il suo potenziale. Mancini dovrebbe dargli ancor più fiducia e fargli giocare il suo gioco, perché è un giocatore che può fare la differenza e l’Inter ne beneficerebbe”.

Che giocatore è Tino Susic, che potrebbe venire all’Inter?
“E’ il miglior giocatore dell’Hajduk nell’ultimo periodo. Come Zidane? Lui è unico, ma Susic ha soli 22 anni e per il campionato croato può essere paragonato a Zidane. Ha segnato 7 gol, la maggior parte da fuori area. Nell’Hajduk gioca in una posizione abbastanza arretrata a centrocampo, perché è aggressivo e corre molto. Ma quando sale usa il suo sinistro, ha un buon tiro”.

L’Inter ha già preso anche il giovane Rapaic dall’Hajduk. Può far bene?
“Quando giochi con Rapaic è facile vincere le partite. E’ un grande attaccante, molto mobile, intelligente palla al piede e molto aggressivo. E’ molto giovane e ha un grande futuro”. 

Aveva giocato nell’Hajduk anche il nuovo acquisto del Napoli Strinic, come lo valuti?
“Nel calcio ci sono pochi giocatori in quella posizione, spesso non è facile trovare dei buoni terzini sinistri, quel ruolo può essere un problema. Il Napoli con lui e Zuniga ha risolto questo problema”. 

Quali sono altri giovani talenti in Croazia?
“Innanzitutto vengo da una famiglia di calciatori. Mio fratello Carlos gioca nell’RNK Spalato, è un esterno sinistro ed è uno dei migliori nella sua posizione. Ho giocato con Ivan Mamut (17 anni), Šime Žužul (18) e Frane Vojković (18): sono nomi di cui ricordarsi perché diventeranno grandi giocatori”.

Tornando a te, quali sono le tue caratteristiche e i tuoi modelli?
“Sono un centrocampista offensivo, il tipo di giocatore che prende palla a metà campo, si gira e ha tutto il gioco davanti. Le mie qualità sono il tiro dalla distanza, i lanci lunghi e la capacità di trovare gli assist negli spazi stretti. Mi paragonano a Luka Modric, per come giocava ai tempi del Tottenham: mi piace molto il suo gioco”.  

Ora, per finire, raccontaci la tua storia…
“Sono nato in Croazia. Mio padre è colombiano e quando avevo due anni ci trasferimmo in Colombia. Da bambino, mio padre mi portava a tutte le partite casalinghe del Deportivo Calì, di cui era tifoso. Rimasi impressionato quando guardammo la nostra prima partita insieme: era fantastico, ogni tocco di palla veniva accompagnato da un’ovazione del pubblico. Non potrò mai dimenticare il primo gol che ho visto nella mia vita, è qualcosa di indescrivibile. Tornammo in Croazia quando avevo sei anni e iniziai a praticare la cosa per cui vado pazzo: il calcio”.