Lo diciamo oggi, nel momento in cui è più difficile sostenerlo, mentre tutti le saltano addosso e picchiano duro: questa Italia presa a pallonate dalla Germania, travolta e messa kappaò dopo vent'anni da un avversario storico, agli Europei può fare bene. Anzi - perché no? - benissimo.

Non è fiducia cieca, la nostra, né tifo scriteriato; tantomeno crediamo ai miracoli. Semplicemente pensiamo che il crollo con la Germania appartenga a un'Italia che non è nemmeno vicina a quella che - infortuni permettendo - Conte schiererà agli Europei. Dove il nostro punto di forza, quello su cui costruire un mese di gloria, non potrà che essere la difesa: ebbene, a Monaco dei tre titolari ce n'era solo uno, Bonucci, e peraltro è incappato nella peggiore serata della sua stagione, culminata con un problema fisico che ci auguriamo lieve. Ma se l'Italia può presentare là dietro la Juve al completo, e in mezzo al campo recupera Verratti e Marchisio, ecco che la squadra cambia faccia. Aggiungiamoci l'effetto Conte, un allenatore che rappresenta sempre un valore aggiunto, e allora il pessimismo di oggi si trasforma in (cauta) fiducia. Ci mancherà sempre un grande centravanti, perché proprio non ce l'abbiamo; dobbiamo sperare che gli infortuni non ci privino dei nostri sei/sette elementi cardine, perché le alternative non sono molte. Però...

Poi è chiaro che la Germania rimane più forte, semplicemente perché è la più forte. Ed è anche vero che altre selezioni ci sono tecnicamente superiori: Francia, Belgio, Spagna. Superiori, ma non troppo: ce la possiamo giocare, insomma, se siamo al completo, e proprio il test con la squadra di Del Bosque ce l'ha dimostrato (okay, a loro mancavano giocatori importanti, ma anche a noi). Insomma, questa Italia che adesso è nella bufera e ci sembra piccola piccola, tra settanta giorni potrebbe essere molto differente, più bella e affidabile. Noi ci crediamo, nonostante tutto.

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Stefano Agresti​
@steagresti