Mancini: "Seguo Cerci dal 2007, in futuro riproverò a portarlo al City".
Roberto Mancini su Alessio Cerci a Stadio: "Lo seguo dai tempi del Pisa, stagione 2007/2008. Aveva 20 anni e mi colpì per i colpi che aveva, è uno di quelli che può vincere una partita da solo. Fosse stato per me lo avrei portato al City l'anno scorso, è un gicoatore che con un guizzo ti può risolvere tutto. Seppi che su di lui c'era la Fiorentina del mio amico Sinisa e allora feci un passo indietro. Era giusto che andasse alla Fiorentina, dove sarebbe potuto crescere. Quest'anno ci abbiamo riprovato, ancora più convinti perchè poteva dare un contributo importante anche in un club come il City. Credevo di riuscire a prenderlo, ma capisco che la Fiorentina abbia voluto tenerlo. Quando Corvino ha tolto Cerci dal mercato sono stato felice, anche se ero consapevole che non sarei riuscito a prendere un grande talento come Alessio. Cerci darà molto alla Fiorentina. Io continuerò a seguirlo ed è normale che un allenatore faccia di tutto per portare uno così nella propria squadra. Sono certo che a Firenze farà benissimo. In Italia uno come lui può avere grandi opportunità, ma in futuro noi del City ci rirpoveremo".
 

Cerci: "Ho pensato di mollare ma le cose intorno a me sono cambiate".
Alessio Cerci a Stadio:
"Il mio obiettivo?
"Giocare il più possibile".

Quello della squadra?
"L' Europa League".

Se fosse arrivato Ramirez?
"Non avrei chiesto la cessione, assolutamente".

Gila?
"Io l'ho visto motivato, tranquillo e sereno".

Perchè non ho chiesto di essere ceduto nonostante la proposta del City ed il malumore della gente verso di me?
"Perchè ho visto le gente cambiare opinione, in passato c'erano stati dei problemi ma ci ho messo una pietra sopra. Ho fatto un passo indietro dopo aver sentito i primi applausi, erano sinceri. Ho scoperto una Firenze diversa. E' vero ad un certo punto ho pensato di mollare tutto e mandare tutti all'inferno, ma non l'ho fatto perchè sono maledettamente orgoglioso. Non mi arrendo mai, sono consapevole del mio valore. Se avessi mollato mi sarei preso a schiaffi".

Montolivo?
"Sa cosa deve fare, non mi metto in mezzo".

Lo screzio con Mihajlovic a San Piero?
"Non succederà più".

La mia romanità?
"Io sono romano e lo rimarrò sempre. Sentire certi commenti mi dà noia, ma non possiamo essere attaccati solo perchè veniamo da Roma".

Lo scudetto?
"Al Milan".

La rivelazione?
"Io, Cerci".

La sorpresa del campionato?
"La Fiorentina".

Cosa preferisco tra qualificazione in Europa, vittoria della coppa Italia e convocazione in azzurro?
"La qualificazione in Europa League".