Chi è davvero Beppe Marotta? L’uomo del giorno, colui che ha saputo restituire la Juventus prima all’Italia e quindi all’Europa, resta per certi versi un uomo indecifrabile. Si sa che ha fatto di tutto come dirigente: dal magazziniere nello spogliatoio del settore giovanile del Varese al vicepresidente del settore tecnico della FIGC, esperto di diritti tv, economia sportiva e marketing e ovviamente direttore generale per 40 anni. Uno, nessuno, centomila. Self made man, non c’è dubbio. Beppe è nato sul campo prima che sui banchi di scuola. L’unica vera scuola è stata Coverciano, ai tempi di Allodi, anni ‘70. L’altra, il marciapiede, spesso incandescente dei grandi alberghi milanesi del calciomercato. Nel mezzo un uomo schivo, prudente, che ha fatto del primo non prenderle un motto di vita. Solo così si può pensare di sopravvivere mezzo secolo. Gestire le sconfitte, vendere, con classe, le vittorie. In una parola: meglio un passo indietro ma mai più di uno, per carità. A costo di arrancare, Marotta c’è sempre “stato”. Magari sfuocato, in secondo piano, ma lì, discreto e presente.

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