Intervistato da FcInternews, l'ex bandiera dell'Inter, Sandro Mazzola, ha espresso la propria opinione sulla società nerazzurra e sulle vicende che la riguardano nella stretta attualità.

Ennesimo ribaltone. Dieci allenatori in sette anni. Che idea si è fatto?
"Mah... vuol dire non avere le idee chiare come dirigenza, perché prima di prendere un allenatore bisogna studiarlo, valutarlo e parlargli. Se poi in seguito alle valutazioni si decide di prenderlo, è anche colpa della società se non va bene. Non solo del tecnico". 

Per lei Pioli aveva tutte le colpe?
"No, assolutamente no. Io gli sarei stato vicino come società. Avrei finito la stagione e poi avrei tirato le somme".

La reputa quindi una società inesperta o impaziente?
"Io credo che la società sia impaziente. Non si può fare tutto subito".

Anche i calciatori hanno responsabilità, eppure ha pagato solo l'allenatore...
"Per quanto riguarda questo discorso, è difficile parlare dal di fuori. Non si può dare un giudizio, perché bisognerebbe vedere come si allenano, se seguono l'allenatore..."

Però dal di fuori possiamo dire che l'atteggiamento dei giocatori, aspramente criticato nell'ultimo mese, non abbia rispettato il blasone dell'Inter?
"Sì, un atteggiamento non da Inter. L'Inter può aver vinto o perso in passato, ma ha sempre avuto un certo carattere in campo. Questi non l'hanno dimostrato. In pochi hanno dimostrato di poter vestire la maglia dell'Inter".

Sabatini è ufficiale. Chi arriva tra Conte e Spalletti? L'ex ds giallorosso può essere la garanzia in più per la rinascita nerazzurra?
"E' una bella lotta. Entrambi possono fare il bene dell'Inter. Io sarei più per Spalletti, anche per motivi di colori. L'importante è che arrivi uno che possa lavorare e ricominciare da capo. Sabatini è molto valido, lo conosco bene".

C'è il rischio che il suo ruolo e quello di Ausilio possano collidere? Chi prenderà le decisioni tra i due?
"E' la società che deve decidere. Deve confrontarsi con entrambi per valutare se possono lavorare assieme".

In più si vocifera di un ritorno di Oriali. Non ha la sensazione che possano esserci troppe figure all'interno dell'organigramma societario e che questo possa portare a maggior confusione?
"Dipende dai ruoli che si danno alle persone. Se si parla chiaro e si decide chi fa cosa, allora non dovrebbero esserci criticità. Se qualcuno non dovesse rispettare il proprio ruolo, allora lo si manderebbe a casa".

E in termini di mercato quanto cambiano gli obiettivi dell'Inter con l'approdo di Sabatini? Si darà vita al progetto 'giovani e italiani'?
"Io continuerei per questa strada e credo che anche Sabatini sia per questo progetto. Può essere il vero punto di ripartenza dell'Inter".