La redazione di MilanNews.it ha contattato Filippo Galli, responsabile del settore giovanile del Milan, per parlare della gara dell'Ezio Scida, di Patrick Cutrone, ma anche di Nikola Kalinic, che con ogni probabilità domani diventerà un nuovo giocatore rossonero.
Una vittoria che è sembrata semplice per chi ha osservato la partita dall'esterno ma che, sulla carta, semplice non era affatto. "Direi di no. Si temeva, e Montella lo ha anche detto in conferenza stampa, il furore che avrebbe potuto mettere in campo il Crotone, che era consapevole di essere inferiore dal punto di vista tecnico e che, per questo, avrebbe messo in campo grinta e agonismo. Il Milan, invece, è partito subito forte, pareggiando quest'aspetto temperamentale e mettendo in campo gli aspetti tecnici, che hanno fatto la differenza. Montella ha avuto la capacità di trasmettere in breve tempo il suo pensiero di gioco anche ai nuovi".
Che Cutrone fosse forte si sapeva, soprattutto per chi frequenta abitualmente il Vismara. Probabilmente, però, neanche il più grande estimatore di Patrick si aspettava un esordio da titolare così. "Sicuramente no. E' stato il terminale perfetto di tutto quello che la squadra ha creato nei primi minuti della gara. Ci si aspetta sempre il meglio dai nostri ragazzi, però è evidente che stia sorprendendo tutti, anche noi. Quello che non gli è mai mancato è la voglia di lottare, di migliorarsi. Bofonchiando, anche, a volte, perchè fa parte del suo carattere. Ce l'ha sempre con se stesso, borbotta. Questo è sinonimo di migliorarsi in ogni momento. Montella lo conosce ormai da un anno e sta facendo un grande lavoro con lui. Noi siamo contenti quando un ragazzo riesce ad esprimersi così in prima squadra. Noi cerchiamo di dare competenze e conoscenze che poi possono mettere a disposizione della prima squadra, ma senza dubbio il lavoro di Montella è stato incisivo. I margini di miglioramento di Patrick sono ancora tanti".
Quanto fa piacere al responsabile del settore giovanile del Milan che ieri la prima squadra sia scesa in campo con uno scheletro che, ad eccezione di Bonucci, prevedeva Donnarumma ('99), Locatelli ('98) e Cutrone ('98), tutti cresciuti nel vivaio rossonero? "Fa molto piacere, ripaga del lavoro che si è fatto e di tutti coloro che hanno in qualche modo aiutato Patrick in questo suo processo di crescita e formazione. Il merito maggiore, poi, va al ragazzo e alla famiglia, che gli è sempre stata vicina senza mai essere invadente. La famiglia di Patrick in particolare è stata brava a superare dei momenti di difficoltà, guardando sempre in avanti. La forza più grande del ragazzo è quella di voler arrivare e migliorarsi".
Sempre a proposito di Cutrone, la società ha deciso di tenerlo in rosa e di non lasciarlo partire in prestito. E' una scelta condivisibile? "Credo sia stata una valutazione condivisa tra società, allenatore e con lo stesso ragazzo. Il Milan quest'anno avrà il campionato, l'Europa League e la TIM Cup. Sono tre competizioni che portano via energie fisiche e mentali. Più giocatori avrà a disposizione Montella e meglio sarà. Quindi ben venga questa scelta".
In arrivo nel reparto d'attacco c'è Nikola Kalinic. Che giocatore è dal punto di vista tecnico-tattico e come potrà inserirsi negli schemi di Montella? "E' un giocatore che Montella ha fortemente voluto. Sa giocare per la squadra e sa far uscire la squadra. E' un punto di riferimento importante nello sviluppo del gioco. E poi è anche un buon finalizzatore, perchè ha fatto i suoi gol. Sa attaccare la profondità, è un giocatore che non pensa solo a se stesso, ma aiuta anche gli altri a far gol perchè è molto intelligente tatticamente".