Prima di scrivere in prima persona sull'affaire Donnarumma, il caso che sta scaldando la sessione estiva del calciomercato 2017, ho voluto attendere che si esponessero tutte le parti in causa: a volte farsi trasportare dai sentimenti e dalle emozioni, per puri che questi siano, non è consigliabile, soprattutto in situazioni nelle quali si parla di sport e di cuore, ma alla base di tutto rimane un lucido senso di furbizia nelle trattative e negli affari.

Tanto si è detto e si è scritto in merito al caso dell'estate: un ragazzo di 18 anni, lanciato dalla propria squadra del cuore, sceglie di non rinnovare il contratto con la stessa, secondo l'agente per eccessive pressioni mediatiche e da parte della società, che non ha saputo salvaguardarlo ma lo ha anzi messo in difficoltà.

Nella conferenza stampa a reti unificate, il tanto spesso elogiato Mino Raiola ha mostrato una debolezza umana: un senso di incoerenza, incostantia, come dicevano i latini, e di alienazione rispetto al mondo reale che mi ha colpito, per quanto invece l'agente italo-olandese solitamente sappia essere materiale e legato alla realtà. Le sue parole sono parse un vero e proprio trattato studiato, non benissimo per la verità, a tavolino, per togliere pressione al proprio assistito.

Una pressione della quale però lo stesso agente lo ha rivestito, alla tenera età di 18 anni: il Milan probabilmente non avrà gestito al meglio l'aspetto della trattativa, ponendo toni troppo duri e lanciando un aut-aut che con un procuratore come Raiola può portare solo ad un bagno di sangue, ma sta uscendo assolutamente vincitore dalla guerra mediatica che si è scatenata. Senza contare le pressioni che sta subendo il ragazzo: nonostante sia in Polonia, nonostante giochi con la maglia della nazionale, i fischi, gli strisicioni e le banconote finte lo hanno duramente provato.  E una stagione così, all'ennesima potenza, sarebbe francamente insostenibile

Raiola ha parlato di ambiente ostile: la Curva del Milan è tornata a fare cori personalizzati solo per Donnarumma, la sua era la maglietta più venduta, i bambini andavano a San Siro praticamente solo per lui. Le accuse di minacce non reggono più di tanto, perché queste sono arrivate e sono francamente vergognose, ma solo dopo la giornata di giovedì: prima nessuno tra i tifosi rossoneri si sarebbe sognato di dire una mezza parola storta nei confronti del loro portiere. Lo scenario più plausibile, ad ora, è che alla fine Gigio Donnarumma rinnovi con il Milan, per poi partire la prossima estate: le parole di Fassone aprono a questo scenario, chiaramente non attuabile subito, ma con l'arrivo dell'autunno. Raiola potrebbe guadagnare il 20% da una rivendita più alta e ottenere l'inserimento della clausola che tanto gradisce, il portiere rossonero potrebbe giocare e lasciare i propri tifosi non da traditore, ma con una qualificazione alla prossima Champions League in tasca.

Senza strali di vendetta e banconote finte da raccogliere, evitando di trascorrere l'anno del Mondiale in panchina o in tribuna, destinazioni più che probabili se deciderà di non rinnovare, checchè ne dicano Mirabelli e lo stesso Raiola, ed evitando, con un anno nel dimenticatoio, che le big europee, Real in testa, si dimentichino di lui.

L'unico sentimento che non si potrà più ricreare è quel senso di stima e identificazione da parte dei tifosi del Milan nei confronti di un ragazzo che avrebbero voluto diventasse la loro bandiera
e che invece, nella migliore delle ipotesi, porterà solo una grossa plusvalenza: ma di questo, nel calcio moderno, non sembra importare più a nessuno. Per il cuore non c'è (più) spazio.

@AleDigio89