Il segnale è arrivato attraverso una scritta volgare che qualche milanista ha lasciato sugli scudetti disegnati dalla Juve all'interno dello Stadium, venerdì notte: "Ladri di m...". La matita si è fermata su due titoli che in effetti non esistono ma che i bianconeri pretendono e continuano a conteggiare: quello del 2005, revocato, e quello del 2006, consegnato dalla Figc all'Inter. Già, il segnale: pur di andare contro la Juve, il Milan sta addirittura dalla parte dei nerazzurri.

La Juve è sempre stata invisa al resto d'Italia. "Perché vinciamo", dicono i bianconeri; "per come vincono", denunciano gli altri. Da Napoli a Milano, passando per Firenze e Roma, ognuno ha combattuto le proprie battaglie antijuventine. Ora, però, si è compiuto un salto di qualità: non ciascuno per conto proprio contro il club più potente d'Italia, ma tutti assieme per metterne in discussione le vittorie e la loro legittimità.

Sarri, il giorno dopo Juve-Milan, ha sposato la tesi dei rossoneri e di Pioli, uscito pure lui livido in volto dallo Stadium: "Protesta chiunque: saremo forse tutti matti?". Per carità, nessuno mette in dubbio la sanità mentale di chicchessia.

Ma noi che non ci siamo fatti mancare niente, nemmeno accuse durissime alla Juve e ai suoi modi, e che per questo siamo stati tacciati spesso di essere antijuventini, vorremmo oggi rivolgere due domande a Sarri e alleati vari. La prima: vi siete andati a rivedere le occasioni in cui, quest'anno, i bianconeri sono stati anche clamorosamente danneggiati, a cominciare proprio dalla partita di andata contro il Milan o da quella di Firenze? La seconda: davvero pensate che la Juve, che tutti dipingete come nettamente più forte delle altre, vinca il campionato grazie agli arbitri?