Tornato dopo il prestito all'Atalanta, Gabriel Paletta si è impossessato della difesa del Milan. Sembrava dovesse partire, e invece il difensore ex Boca Juniors si è guadagnato i gradi da titolare, nonostante l'arrivo di Gustavo Gomez, pagato 7,5 milioni di euro. Zero gol nelle ultime due partite per i rossoneri, non succedeva da tanto; il merito è in parte anche di Paletta, che racconta la coppia con Romagnoli al Corriere dello Sport: "Ma non è vero che sono io a comandare, lo siamo tutti e due. E soprattutto parliamo tanto, sia in campo sia fuori. E' così che si costruisce l'intesa e si migliora insieme. Alessio è giovane, può crescere ancora molto. Io dico che anche i più vecchi possono sempre miglioare. E' vero, però, che qui al Milan siamo rimasto in pochi. Credo ci sia il giusto mix".

IL SEGRETO DI MONTELLA - "Appena arrivato ci ha detto che la cosa fondamenta è essere una squadra ed essere uniti. Ci ha insegnato a lavorare in gruppo e non da singoli. Perché è proprio grazie al collettivo che possono emergere le individualità. Ecco, credo che ora in campo questo si cominci a vedere. Poi si può crescere ancora, i margini ci sono". 

I PROBLEMI CON MIHA - "Mi sono infortunato nella prima settimana di preparazione e, quando sono rientrato, aveva già scelto la coppia titolare. Eravamo in tanti e io volevo giocare, così ho preferito andare all'Atalanta. Per rendere ho bisogno di fiducia e continuità. Sono tornato con l'idea di restare. Ero convinto che avrei avuto la mia opportunità e l'avrei sfruttata. Poi è chiaro che dipende dall'allenatore.