Che l’avventura di Montella al Milan possa arrivare presto al capolinea, lo si è capito benissimo e semmai - visto il livello dello scontro dialettico con Mirabelli - c’è da chiedersi come sia ancora sulla panchina rossonera. Perciò si è già aperto il dibattito, che va di pari passo con le riflessioni interne alla società: con chi sostituirlo nell’eventualità di un esonero? Molti sono i nomi che si fanno, alcuni quasi impossibili da convincere nell'immediato (Ancelotti). altri inesperti (Gattuso), altri che non conoscono l’Italia, l’italiano e la serie A (Tuchel, Hiddink). A questi si aggiungono altre ipotesi, probabilmente più credibili e meno rischiose, ad esempio Sousa e Seedorf.

Ognuno ha le proprie idee, ovviamente, e alla fine conteranno quelle di Fassone e Mirabelli. La nostra farà forse sobbalzare i tifosi del Milan, ma prevede l’eventuale sostituzione di Montella con un allenatore che al momento viene considerato in ribasso nella corsa alla panchina del Milan: Walter Mazzarri. Sappiamo che, dal punto di vista ambientale, questa scelta possa creare dei problemi, sia a causa del passato interista del tecnico toscano (ma quel passato ce l’hanno gli stessi Fassone e Mirabelli), sia a causa del ricordo non buono che ha lasciato nell’ambiente milanese (però i risultati alla fine non sono stati così negativi, se si considera il periodo di scarsi investimenti nel quale ha dovuto lavorare). Eppure...

Ritenendo Ancelotti irraggiungibile e Sousa inadatto a entrare in corsa, sceglieremmo Mazzarri per almeno quattro motivi:

1) 
dal punto di vista caratteriale potrebbe dare un’immediata scossa all’ambiente, così come gli riuscì a Napoli quando subentrò a Donadoni dopo sette giornale e catapultò gli azzurri nella parte alta della classifica, prendendo subito in mano la situazione;

2) ha ottenuto grandi risultati con la difesa a tre, il suo Napoli giocava un calcio efficace e anche piacevole con quel modulo benché gli interpreti difensivi non fossero straordinari: questo Milan sembra costruito apposta per le sue idee tattiche;

3) ha una straordinaria voglia di rivalsa perché ha la sensazione che il calcio italiano non gli riconosca i risultati che ha ottenuto, non solo a Napoli ma anche in precedenza e, alla fine, pure all’Inter;

4) conosce alla perfezione la serie A, ovviamente, al contrario di molti concorrenti.

PS - Non risulta che i suoi rapporti con Fassone, come sostenuto spesso in queste settimane, siano pessimi: tutto il contrario.

@steagresti