Il destino di Vincenzo Montella dipende solo dai giocatori. Come sempre in questi casi. La società non ha mai avuto dubbi, nonostante i rumors, sull'attuale allenatore. Vorrebbe continuare con lui, almeno fino a fine stagione, anche se qualche perplessità è nata per non aver dato ancora una precisa identità alla squadra. Anche a causa anche dei continui  cambiamenti di una formazione che non ha ancora trovato il suo assetto definitivo. Se però Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, nei colloqui quotidiani con i componenti della rosa, si accorgessero che fosse venuta meno la fiducia nei confronti di Montella, che i leader del gruppo cominciassero a esprimere la loro perplessità sui suoi metodi e sulle sue decisioni, beh allora la situazione potrebbe precipitare. Magari non subito, ma in caso di risultati negativi, innanzitutto con il Genoa e poi con il Chievo. Partite assolutamente da vincere, per non compromettere definitivamente la situazione. In questo senso, la partita contro i modesti greci dell'AEK è suonato come fragoroso campanello d'allarme perché, mai come nei 95 minuti di giovedì, la squadra è apparsa confusa, paurosa, poco tranquilla, in qualche giocatore irriconoscibile. 

Come troppo spesso è successo in queste prime settimane, l'approccio alla gara è apparso molle e scontato. Tanti i palloni lunghi provenienti dalla retrovie, difficili da gestire per gli attaccanti, sempre con spalle alla porta o circondati da troppi difensori. La circolazione della palla avviene lentamente, permettendo agli avversari di occupare tutti gli spazi. Il Milan non riesce quasi mai ad avere una costanza di rendimento per tutti i novanta minuti. Certo, non si pretende di giocare a 100 all'ora per l'intero match, ma la differenza tra le due velocità è sconcertante. La stagione ha preso una brutta piega, non per le tre sconfitte consecutive, ma quando sono cominciate a nascere le logiche voci sul futuro del tecnico. Massimiliano Mirabelli ribadisce la bontà dei suoi acquisti, quasi tutti componenti delle Nazionali del loro Paese, ma il rendimento di molti è sceso a livelli incomprensibili. Serve una sterzata decisa. Nessuno si augura che Montella salti. 

Chi poi al suo posto? La prossima estate vedrà un giro importante di allenatori. Il Milan vuole essere protagonista, nel caso di risultati deludenti dell'attuale tecnico, se confermato fino a giugno. Non sembra facile trovare un allenatore di prestigio che possa accettare un contratto a tempo. Insomma, i dirigenti e i tifosi milanisti sono i primi che si augurano di rivedere il Milan ordinato, determinato, organizzato, spettacolare di molte partite di inizio stagione. In questi casi si dice che l'esonero di Montella rappresenterebbe la sconfitta di tutti. Parole che valgono anche per questo incredibile momento rossonero.