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  • Moratti:| 'Non penso a Maldini'

    Moratti:| 'Non penso a Maldini'

    "Ha personalità, non sentirà il peso. Benitez ne parlava spesso, forse per giustificarsi. Maldini? Non provo piacere a rompere le scatole in casa altrui".
    Moratti dà il benvenuto a Leonardo: "Non patirà l'eredità di Mourinho".
    L'avventura di Leonardo all'Inter comincia ufficialmente domani, ma è già ben chiaro ciò che la società si aspetta dal tecnico brasiliano. «Deve ritrovare spirito, fiducia, passione e risultati», come sintetizza il presidente Massimo Moratti, cioè quel mix che ha fatto di Zanetti & C. i dominatori del 2010.


    Dottor Moratti, proprio pensando a questa stagione...
    «... strepitosa, me lo lasci dire, una stagione strepitosa. Adesso, rivedendo ciò che abbiamo fatto, possiamo rendercene conto meglio».

    Il punto è proprio questo. Avendo vinto tutto, qual è l'obiettivo che affida al nuovo allenatore?
    «I traguardi sono gli stessi che avevamo all'inizio della nuova annata. Rispetto alla situazione attuale, quindi, è importante ritrovare in campionato quella brillantezza che c'è stata solo nelle prime giornate, e in Champions migliorare il rendimento che finora è stato buono, ma non sempre soddisfacente».

    Tradotto in risultati: quali dovrà raggiungere Leonardo perché il suo lavoro sia giudicato positivo?
    «La questione è semplice: in Italia vogliamo tornare là in alto, fra i primi, e ritrovare la competitività necessaria a lottare per il titolo. In Europa le ho già detto, andare avanti, anche se sappiamo che la Champions è più una scommessa».

    Non penserete di rivincere tutto?
    «Beh, un po' di ambizione è giusta, ma non bisogna esagerare. E neppure mettere troppa pressione al tecnico, sbarrandogli con troppe aspettative la possibilità di fare cose straordinarie».

    Presidente, perché ha scelto proprio Leonardo?
    «È stata una decisione frutto di una stima che non è nata oggi, ma è cresciuta nel tempo. Credo sia la persona adatta a noi».

    Qual è la caratteristica del brasiliano che glielo fa pensare?
    «La sua intelligenza. Naturalmente sono convinto sia un allenatore preparato, è evidente. Ma la sua intelligenza è un fattore che facilita il dialogo e il piacere di lavorare insieme».

    Lei ha spiegato di non aver voluto fare uno sgarbo al Milan. Ma ora c'è chi dice che penserebbe anche a un altro ex rossonero, Paolo Maldini, come dirigente. È vero?
    «No, è una cosa che già Maldini ha avuto occasione di smentire. La scelta di Leonardo non nasce per ragioni di rivalità. E poi mi creda, non provo alcun piacere ad andare a rompere le scatole in casa d'altri, anche per scaramanzia».

    Sulle vicende di questi giorni ha parlato con Berlusconi?
    «Proprio no, assolutamente».

    Una parte di tifosi potrebbe non gradire un mister con un passato milanista importante. Qualche segnale c'è già stato. La preoccupa?
    «Per nulla. È naturale nel calcio che non tutti condividano sempre ogni scelta del proprio club. E i critici ci sarebbero con qualsiasi tecnico, a prescindere dalla storia che ha».

    Guardiamo un attimo a ieri. Che cosa non ha funzionato con Benitez?
    «Non è scattata quella fiducia...»

    Da parte dei giocatori e della società verso lo spagnolo?
    «No, non questo. Voglio essere chiaro. Mai, anche quando i risultati non c'erano, sono mancati l'appoggio e la collaborazione nei suoi confronti. Ho ripensato anche a mie dichiarazioni dopo una sconfitta e l'abbiamo sempre sostenuto. Mi creda, speravo davvero potesse restare anche se la squadra non rendeva secondo le attese».

    E poi che cosa è successo?
    «Intanto la catena di infortuni. Beh, una parte, magari anche piccola, però il tecnico l'avrà avuta se l'infermeria era sempre piena. E poi, faticavamo a uscire da questo periodo poco brillante. Mondiale a parte, è ovvio, ma quello era un appuntamento troppo importante per pensare di fallire».

    Ha pesato l'eredità di Mourinho?
    «Sì, per lui direi molto, si vedeva che la sentiva, ne parlava spesso, magari anche per giustificarsi».

    Pensa che Leonardo non la sentirà?
    «No, credo che questa fase si sia chiusa con Benitez. Leonardo ha una personalità tale che non sarà influenzato dal ricordo del portoghese».

    Proprio in queste ore, in un'intervista, Mourinho ha ripetuto che per lui l'Inter resta la squadra più forte al mondo. Lei ne è ancora convinto, a questo punto?
    «Ma certo, l'ho sempre detto e i risultati - mi pare - non possono smentirmi».

    Molti interisti sognano che il rapporto tra l'Inter e Mourinho, ora interrotto, possa riprendere in futuro. Lo crede possibile?
    «Non so dirlo. So che il lavoro che ha fatto con noi è stato talmente entusiasmante che è normale possa accendere la fantasia dei nostri sostenitori. Ma so anche che la scelta che abbiamo fatto ora, con Leonardo, è per impostare il futuro, non per superare una transizione complicata. Punto decisamente su di lui».

    Ripartite anche con un nuovo acquisto, Ranocchia. È contento?
    «Molto. È un giovane di valore. In lui e in Benedetti della Primavera vedo i difensori dell'Inter del futuro».

    Arriveranno altri volti nuovi?
    «Ne abbiamo appena annunciato uno... Si metterà mica anche lei come Benitez a fare una lista?».


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