Altro che chiusa. La trattativa tra Roma e Guangzhou Evergrande per Radja Nainggolan è viva più che mai. L'affare resta complicato, per i costi e per le tempistiche, ma non è ancora detta l'ultima parola. Da Pallotta è arrivato un diktat, riallacciare i rapporti e provarci: tentare di chiudere un'operazione che settimana scorsa aveva il sì di tutte le parti, bloccata sul più bello dalla luxury tax, ovvero 40 milioni, destinati alla crescita del movimento calcistico cinese, che il club cinese allenato da Fabio Cannavaro avrebbe dovuto aggiungere ai 50 per il cartellino del Ninja (senza contare l'ingaggio).

NUOVA FORMULA - ​La Roma considera Nainggolan un grande giocatore, ma non insostituibile. Un suo addio servirebbe a ripulire l'immagine del club e soprattutto a sistemare i conti. L'azienda giallorossa infatti costa più di quello che guadagna, la vendita del belga porterebbe una plusvalenza di oltre 40 milioni e sarebbe un bel messaggio per la Uefa, che sta valutando le sanzioni da infliggere alla Roma per aver sforato i paletti del fair play finanziario. L'affare con l'Evergrande potrebbe farsi sulla base di un prestito oneroso da 6-8 milioni - una cifra che avrebbe poco impatto sulla luxury tax – e un investimento successivo "a rate", per un importo complessivo a favore della Roma che supererebbe i 50 milioni di euro. Le parti trattano, la svolta è vicina.